“Maledetto sé”, il racconto di Jacques Martinet tra i vincitori del premio”Racconti nella rete”

Il giovane valdostano sarà premiato al festival LuccAutori, in programma dal 3 al 19 ottobre, e il suo racconto sarà pubblicato nella nuova antologia del premio edita da Castelvecchi. La scrittura? "Per me è una necessità. Scrivo per piacere e per bisogno di evasione e condivisione".
Jacques Martinet
Cultura

Un incontro ravvicinato con il proprio io, proiettato in un futuro ancora lontano. S’intitola “Maledetto sé” il racconto di Jacques Martinet, 29 anni di Aosta, selezionato tra i 25 vincitori del premio letterario Racconti nella rete“, tra i più importanti concorsi nazionali per scrittori emergenti giunto quest’anno alla sua 24esima edizione. Martinet sarà premiato a Lucca durante la 31esima edizione del festival LuccAutori, in programma dal 3 al 19 ottobre, e il suo racconto sarà pubblicato nella nuova antologia del Premio edita da Castelvecchi.

“Questo testo nasce da una domanda che mi sono posto: se potessimo incontrare il nostro io tra 30 o 40 anni e quello che vediamo ci fa paura, quasi schifo, cosa faremmo? – racconta Martinet che, dopo aver studiato al Dams di Torino e poi all’Università di Bologna, è volato a Roma per lavorare nel mondo del cinema -. Nel racconto (che può essere letto qui) parlo di questo incontro ravvicinato tra il protagonista e il suo io evoluto, un anziano invecchiato male che non gli piace”.

Oltre a “Maledetto sé”, il valdostano ha partecipato al concorso presentando anche un altro racconto dal titolo “Le linee della memoria“,  un dialogo sul passato e sul risveglio della memoria. “La scrittura per me è una necessità. Io non scrivo per pubblicare ma per piacere e bisogno di evasione e condivisione con gli altri e con me stesso – prosegue Martinet, allievo della scuola di scrittura Omero di Roma -. Sono appassionato del racconto breve, una forma molto adatta ai lettori di oggi che sono sempre meno e leggono più volentieri qualcosa di breve”.

Il giovane collabora con la testata online “Nos Alpes” per la quale ha scritto “Racconti“, un libro che si ispira alle leggende e ai momenti che hanno segnato la storia della Valle d’Aosta, tra cui il passaggio di Napoleone. Per ora il cinema rimane la sua strada lavorativa principale – ha collaborato alla produzione della serie Suburræterna” e poi in altre produzioni cinematografiche – ma non è detto che più avanti vi si potrà unire anche la scrittura. “Il cinema sicuramente mi porta più progetti e maggiore stabilità economica ma in futuro proverò ad unire le due cose magari dedicandomi alla scrittura cinematografica“, conclude.

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