Cultura e spettacolo

Ultima modifica: 8 Maggio 2019 17:24

Replicante e Zonta: “Il dolore delle formiche”, uno spettacolo (e un pugno allo stomaco) sul turismo sessuale

Aosta - Replicante Teatro assieme allo Zonta Club Aosta Valley, hanno organizzato un concerto-spettacolo per venerdì 17 maggio alle in Cittadella dei Giovani. In scena il dramma anche in numeri, dello sfruttamento sessuale minorile.

Da sx Andrea Damarco, Roberta Carla Balbis e Barbara CavigliaDa sx Andrea Damarco, Roberta Carla Balbis e Barbara Caviglia

Di fronte allo scempio, alle nefandezze più basse dell’essere umano non solo “voltare la testa dall’altra parte” è un crimine, ma lo è anche usare parole misurate. Giocare in punta di fioretto.

Lo sa bene Replicante Teatro che, assieme allo Zonta Club Aosta Valley, ha organizzato un concerto-spettacolo per venerdì 17 maggio alle in Cittadella dei Giovani, che si preannuncia per ciò che deve essere: un pugno allo stomaco.

Non può essere altrimenti, perché “Il dolore delle formiche – discesa al mondo degli orchi” parla dello sfruttamento sessuale minorile, del cosiddetto “turismo sessuale” che da sempre si sente ma non si vede, che si nasconde sotto la coperta dell’indifferenza invece che essere esposto alla luce della vergogna.

Il dialogo realizzato da Replicante si basa sui libri e le inchieste di Silvestro Montanaro presente alla serata -, giornalista di razza pura e dalla carriera sterminata (da Paese Sera all’Unità, passando per i programmi tv “Samarcanda”, “Il Rosso e il Nero” e “Tempo Reale”), che l’attore Andrea Damarco spiega così: “Il quinto appuntamento delle ‘formiche’ dedica due ore per cercare di capire cosa succede. Dopo i testi recitati dalla compagnia con i musicisti dellErets Quartet, passeremo la palla a due giornalisti – Montanaro, appunto, e Roberto Mancini – per fare un viaggio e capire come mai alcune parti del mondo sono diventate un ‘bordello’ per le paturnie di noi maschi occidentali. Perché il libro di Montanaro racconta storie che fanno vomitare”.

E da vomitare fanno venire anche i numeri, che elenca l’attrice di Replicante Barbara Caviglia: “Il turismo sessuale minorile riguarda 3 milioni di persone nel mondo, suddivisi in un 5% di pedofili, 35% di clienti abituali e 65% di clienti occasionali ‘inconsapevoli di commettere reato’. Questa cosa è abominevole. Si tratta di un giro d’affari di 5 miliardi di dollari, più di quello della droga, che grava su paesi più poveri, da sfruttare all’infinito fino alla parte più delicata e debole: i cuccioli della nostra specie”.

L’Italia aggiunge un’altra triste medaglia: “In questo Paese i numeri sono veramente problematici – aggiunge Caviglia -, siamo il primo dei sei grandi paesi coinvolti con 80mila turisti sessuali, il 90% uomini, la cui età è scesa negli ultimi tempi, tra i 20 e 40 anni di media

La dimostrazione che la Terra non sia piatta – come invece si fantastica di questi tempi – sta anche qui: oltre l’orizzonte, la curvatura, non riusciamo a guardare dal momento che le mete del turismo sessuale sono ovunque, vicine e lontane: Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, Thailandia, Cambogia, ed ora anche Africa ed Europa dell’Est, un problema ormai senza argini.

La serata è gratuita, ma c’è un’offerta libera e “responsabile”. I ricavi andranno alla Zonta International Foundation: “L’argomento è molto pesante – spiega invece la Presidentessa della sezione aostana del Club Roberta Carla Balbis – e la serata è rivolta solo al pubblico adulto. Le risorse andranno alla Fondazione di Zonta che in questo biennio sta lavorando alacremente alla raccolta di fondi per avviare una serie di iniziative per sradicare i matrimoni minorili, infantili e precoci. Una piaga che non si può abbattere senza una serie di interventi istituzionali, per l’infanzia violata è un tema che non può passare come ‘cultura’ di un paese, questo non lo possiamo assolutamente accettare”.

Un “pugno allo stomaco” e parole dure perché, chiude Damarco: “Oggi tutto è diventato intrattenimento, anche l’incontro dei corpi. Un cesso in cui scaricare la propria immondizia e le proprie schifezze”.

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