Tamburi e cornamuse hanno sfilato per le vie di Aosta, al ritmo un po’ malinconico della musica tradizionale bretone. Si è aperto così il Festival dei popoli minoritari, organizzato in concomitanza con la Festa della Valle d’Aosta. Protagonisti di quest’anno saranno i bretoni, i ladini e i catalani, portavoce di realtà differenti ma accumunate dal fatto di essere delle minoranze molto radicate nei territori di appartenenza.
Dopo la sfilata fino in piazza Chanoux e i discorsi di prammatica a cura delle autorità regionali, si è svolto nel palazzo regionale il primo dei tre incontri di approfondimento dedicati alla diversità culturale e linguistica vista in prospettiva europea. Lo scrittore e membro del consiglio del CPCPTC, centro di promozione della cultura e tradizione catalana, Joan Soler Amigò, il direttore della sezione scuola e cultura ladine della provincia autonoma di Bolzano, Alexander Prinoth, e il consigliere della città bretone di Quimper, Loic Philippon, hanno discusso di “glocalizzazione”, termine che deriva dalla fusione tra globalizzazione e localismo, moderati dall’etnologo Alexis Bétemps.
La glocalizzazione sarebbe una terza via virtuosa tra due opposti, in grado di conciliare il mantenimento della propria specificità locale con la necessità di aprirsi verso l’esterno, conoscere altre realtà e comunicare con loro. Il forum è stato seguito dalla proiezioni di due documentari. Il primo, di Ingrid Demetz, “Je jive mefun”, era il ritratto di una donna ladina tornata nella sua terra d’origine dopo molti anni passati in Argentina, mentre il secondo, “Des visages et des mots: la vallée d’Aoste et les valdotains”, di Joseph Péaquin, era una successione di brevi spezzoni di interviste a decine di valdostani di ogni età, che hanno dovuto rispondere alla domanda: “cosa significa essere valdostani”.
La giornata si è conclusa al Montfleury, con le note del valdostano Tradalp ensemble e del gruppo ladino Rockband Peufla.
Oggi e domani gli appuntamenti si alterneranno secondo lo stesso schema collaudato ieri: una sfilata alle ore 16, un forum di discussione in palazzo regionale alle 17, la proiezione di documentari alle 18,45 e il concerto al Montfleury a partire dalle 21.
