Bando riqualificazione periferie, anche l’ordine degli architetti punta il dito contro il Comune

Secondo l'Ordine l'operazione è resa vana da: "tempi inconciliabili con la richiesta di presentare un progetto, impossibilità di scegliere le proposte progettuali effettivamente più efficaci e indeterminatezza sul destino delle proposte.
Economia

Sale la protesta sull’avviso pubblico "in emergenza" del Comune di Aosta che cerca sinergie nel privato e nel terzo settore per partecipare al bando nazionale sulla riqualificazione delle periferie. Dopo Cna a sollevarsi è l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e Conservatori. 

Gli architetti plaudono "alla decisione di procedere, così come più volte sollecitato, ad un coinvolgimento "allargato" sul tema della rigenerazione urbana" ma si rammaricano della modalità "con cui tale coinvolgimento ha trovato al momento esplicitazione".

Secondo l’Ordine professionale, infatti, l’operazione è resa vana da: "tempi inconciliabili con la richiesta di presentare un progetto con caratteristiche di esecutività, fattibilità economico-finanziaria, qualità, innovazione e capacità di innescare un processo di rigenerazione urbana (soli 8 giorni); impossibilità di scegliere le proposte progettuali effettivamente più efficaci a causa dell’indicazione di "tipologie di azione" non omogenee e dell’assenza di priorità di indirizzo tra queste e indeterminatezza sul destino delle proposte valutate come migliori".

Per gli architetti bisogna "imparare a gestire correttamente l’emergenza – che pare purtroppo essere il fil-rouge dell’operare in questo periodo di crisi -, anticipando i tempi e creando un humus adatto a far nascere proposte effettivamente efficaci per la città, cui attingere all’occasione".

La strada suggerita dall’ordine professionale è quella di "creare un laboratorio permanente sul futuro della città con il coinvolgimento di tutte le forze interessate".

 

 

 

 

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