Casinò, firmato l’accordo sui prepensionamenti. Prevista l’uscita di un centinaio di lavoratori

Dopo aver firmato l'accordo con i sindacati i vertici del Casinò nel pomeriggio sono stati auditi in IV Commissione. “Il 2015 è stato un anno difficilissimo, abbiamo toccato il fondo ma le tendenze ora sono positive" hanno detto Sommo e Scordato.
Economia

Piano di riorganizzazione della Casa da gioco e situazione economica sotto i riflettori questo pomeriggio della IV Commissione consiliare. Dopo aver siglato questa mattina il verbale di accordo con i sindacati, che porterà nei prossimi tre anni alla fuoriuscita su base volontaria con lo strumento della legge Fornero di oltre un centinaio di lavoratori (Nda 153 quelli che hanno dato la preadesione), i vertici del Casinò, l’Amministratore unico Lorenzo Sommo e il Direttore generale, Gianfranco Scordato hanno relazionato ai consiglieri regionali.

“Il 2015 è stato un anno difficilissimo, abbiamo toccato il fondo ma le tendenze ora sono positive, la gestione degli ultimi sette mesi ci dà speranza” hanno detto all’uscita Sommo e Scordato.
Il direttore generale e l’Amministratore unico hanno ricordato come all’atto dell’insediamento avevano fatto una stima di perdita per il 2015 di meno 25 milioni di euro. “Abbiamo fin da subito messo in atto una grande manovra di recupero, con una accelerata fortissima degli introiti che ci ha fatto recuperare diversi milioni di euro sugli introiti che erano già stati erosi nei primi mesi dell’anno”.

Alla IV Commissione i vertici della casa da gioco hanno portato il piano di riorganizzazione “che prevede lo spostamento di prodotto e di aree produttive secondo un marketing mix più appropriato”.
L’attenzione dei commissari si è in particolare concentrata sulla scelta di chiudere la Sala Evolution che sarà assorbita dalla Sala Gold River. “La Sala Evolution ha avuto una grande ragione d’essere durante la fase di ristrutturazione, è vero che è costata tanto ma le spese sono state ampiamente recuperate, oggi però è dispersiva. La sala non viene buttata ma viene destinata a sala multiuso per gli eventi dell’azienda e del Comune di Saint-Vincent” spiega Scordato. Alla base della scelta di chiudere la sala la decisione di concentrare i giocatori sul corpo centrale "dove erano già migrati a fine della ristrutturazione". Scelta che porterà sul lungo periodo ad un abbattimento dei costi. “Abbiamo un obbligo che è quello di non mantenere i 20 milioni annuali di perdita – ricordano Sommo e Scordato – dobbiamo agire in modo risoluto e con interventi strutturali”.

Dopo la firma del verbale di accordo sulla Legge Fornero – "è la prosecuzione di un percorso avviato con l’accordo deciso dai lavoratori con il referendum" dice Claudio Albertinelli del Savt – sindacati e azienda andranno a confrontarsi sul lavoro extra. La Casa da gioco ha manifestato l’esigenza di assumere direttamente manodopera per brevissimi periodi per lo svolgimento di gare, tornei, convegni o in occasione di festività.

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