Confidi unico, il Cts prospetta alla Regione soluzioni provvisorie

Genta ha chiesto di "prorogare l'unificazione attraverso un progetto di collaborazione come quello del confidi baricentro, nel quale ciascun confidi possa mantenere la propria autonomia pur iniziando a lavorare insieme".Risposte positive da Rollandin.
Economia

Più tempo a disposizione per arrivare al Confidi unico, adottando delle soluzioni provvisorie. A chiederlo oggi alla Regione è stato il Presidente di Confidi C.T.S. Valle d’Aosta, Pier Luigi Genta.

In particolare dal gennaio scorso le imprese associate alla cooperativa, non possedendo quest’ultima i requisiti per l’iscrizione all’albo degli intermediari finanziari del Testo unico Bancario (art.  106), non possono più beneficiare dei contributi in conto interessi della Regione. Contributi che "in un quadro finanziario che ha visto accrescere significativamente i tassi applicati alle operazioni finanziarie – ha spiegato il Presidente Genta –  avrebbe potuto calmierare tensioni nei conti aziendali". Contro la legge il Confidi Cts ha dapprima promosso un ricorso al Tar, respinto, e ora è in attesa del giudizio del Consiglio di Stato.

"Chiediamo alla Regione – ha chiesto il Presidente Genta – di risolvere il problema delle aziende. Vogliamo il Confidi unico ma sappiamo come il momento non sia quello giusto. Chiediamo quindi di prorogare l’unificazione magari attraverso un progetto di collaborazione come quello del confidi baricentro, nel quale ciascun confidi possa mantenere la propria autonomia pur iniziando a lavorare insieme e a conoscerci".

Una richiesta, quella arrivata da Genta, che il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha detto di "poter prendere in considerazione dopo un confronto con gli uffici per vedere che la questione sia legittima". 

Ritornando sulla legge del 2011 Rollandin ha sottolineato come "la Regione non abbia mai voluto limitare l’azione delle singole confidi o cancellarne la storia ma migliorare ancora il rapporto fra tassi e benefici nei confronti delle imprese. "

Nel 2012 Confidi Cts ha rilasciato garanzie per 8 milioni e 722 mila euro a fronte di 483 pratiche esaminate. Complessivamente, lo stock delle garanzie in essere a fine 2012 era di 37,8 milioni di euro (nel 2011 38,7 milioni) a presidio di finanziamenti bancari per 77,7 milioni di euro.

A rappresentare il momento di difficoltà vissuto dalle imprese i dati sui rilasci di garanzie a valere sul fondo di dotazione regionale (legge anticrisi della Regione del 2009) per 984 mila euro. "Vale a dire che l’11,28% delle garanzie del 2012 è stato concesso a favore di aziende – ha sottolineato Genta nella sua relazione – che probabilmente, senza la possibilità di accedere a tale fondo, non avrebbero potuto beneficiare delle garanzie ordinarie della cooperativa e quindi dei prestiti bancari".

Nel corso del 2012 le sofferenze registrate dal Confidi Cts hanno raggiunto i 297 mila euro, aumentando del 15,08% rispetto al 2011, che era già "rappresentava un record".

‘I dati – ha spiegato Genta – rispecchiano il momento estremamente complicato che le imprese, e conseguentemente il Confidi, si trovano ad affrontare’. A fronte di tali tensioni il Consiglio di amministrazione della cooperativa ha deciso di incrementare la quota di copertura del fondo rischi per interventi a garanzia arrivato fino ad oltre un milione di euro.

Il Confidi Cts conta 1.822 soci, 42 in meno rispetto al 2011. L’esercizio 2012 è stato chiuso con un avanzo di 26.488 euro. 

 

 

 

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