Confidi Valle d’Aosta, entro il 2018 la fusione con Valfidi

L'annuncio è arrivato dal Presidente Pericle Calgaro, ieri sera durante l’Assemblea generale ordinaria di Confidi Valle d’Aosta, in programma all'Etoile du Nord di Sarre.
Pericle Calgaro, Confidi Valle d'Aosta
Economia

Entro il 2018 Confidi Valle d’Aosta e Valfidi diventeranno un’unica realtà. L’annuncio è arrivato dal Presidente Pericle Calgaro, ieri sera durante  l’Assemblea generale ordinaria di Confidi Valle d’Aosta, in programma all’Etoile du Nord di Sarre. L’assise convocata per l’approvazione del bilancio 2015 è stata l’occasione per tracciare le prospettive future. 

"Il mondo dei Confidi sta avviando un profondo processo di rafforzamento organizzativo e funzionale a seguito della revisione della normativa di riferimento attuata con la recente riforma del Titolo V del Testo Unico Bancario (TUB)" ha ricordato Calgaro. "Tra le novità della riforma vi è la creazione dell’Albo unico degli intermediari finanziari (art. 106 TUB) e l’aumento – per i Confidi vigilati da Banca d’Italia – della soglia minima di attività finanziaria da 75 a 150 milioni di euro". Proprio per raggiungere questo nuovo limite l’aggregazione diventa necessaria.  

I soci iscritti a Confidi Valle d’Aosta sono aumentati nell’ultimo anno: dai 750 dello scorso esercizio agli 822 di fine 2015. Gli associati appartengono a tutte le categorie produttive con forte prevalenza di quelle turistiche e industriali.
Nel 2015 le pratiche di finanziamento alle imprese sottoposte e approvate da Confidi Valle d’Aosta sono state 617 generando un flusso di garanzie pari a 29,2 milioni di euro comprensivi dei rinnovi.
Alla fine dell’esercizio l’ammontare complessivo delle garanzie risultava pari a 85,3 milioni di euro a fronte di oltre 255,9 milioni di euro di finanziamenti bancari.
Il patrimonio di vigilanza ha raggiunto la cifra di circa 22 milioni di euro con un coefficiente patrimoniale (Total Capital) pari al 20,77%, assestandosi ben oltre il 6% requisito minimo richiesto dalla Banca d’Italia per gli intermediari vigilati.

Sotto l’aspetto reddituale si registra una perdita di esercizio dovuta "principalmente alle consistenti rettifiche di valore eseguite sui crediti deteriorati. Non si tratta comunque di perdite causate da esborsi per sofferenze ma di accantonamenti prudenziali e cautelativi a copertura di eventuali future escussioni."
Proprio in quanto Confidi Vigilato, Confidi Valle d’Aosta ha erogato ai propri Soci i contributi in conto interessi che l’Amministrazione Regionale riconosce annualmente per l’abbattimento degli oneri bancari sopportati dalle PMI dei settori manifatturieri e di servizi e che per l’anno di competenza 2014 ha raggiunto la cifra di 1.273.804 euro.

Le Pmi, in un quadro di crisi ancora in atto, richiedono con cautela credito alle banche soprattutto per "esigenze finanziarie connesse essenzialmente all’incasso dei crediti commerciali" ha spiegato Calgaro. "Continua ad avvertirsi purtroppo la scarsità di operazioni a medio e lungo termine connesse ad investimenti. Gli effetti della crisi hanno avuto tra le varie conseguenze anche un rafforzamento delle regole nella concessione del credito a tutto discapito delle piccole e micro imprese. Tanti piccoli e piccolissimi imprenditori si sono venuti a trovare in situazioni problematiche sia a causa dei crediti non riscossi, sia a causa del maggior rigore da parte degli istituti di credito nella valutazione delle pratiche di fido".

Crescono le sofferenze e le inadempienze probabili (ex incagli). "Visti il prolungarsi della crisi economica e il deterioramento del portafoglio, Confidi Valle d’Aosta ha attuato incisive azioni di copertura dei rischi attraverso significative rettifiche di valore (analitiche e di portafoglio) raggiungendo percentuali di copertura delle garanzie deteriorate molto elevate.  – ha evidenziato ancora il Presidente Confidi – Sebbene ci siano stati importanti accantonamenti prudenziali e cautelativi a copertura di eventuali future escussioni, si evidenzia un assetto patrimoniale più che adeguato a coprire sia i rischi attuali sia quelli prospettici connessi al previsto sviluppo operativo".

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