Contributi badanti, Cgil: “I tagli mettono in grave difficoltà anziani”

Si chiedono poi i sindacati: "È davvero pensabile che, alla luce della nuova delibera, un pensionato che vive da solo, con una Irsee di 2000 euro, e che riceverà un contributo max di 700 euro mensili, possa assicurarsi una assistenza adeguata?"
Economia

"Un provvedimento che mette in grave difficoltà gli anziani, il cui reddito medio da pensione non supera gli 800 euro mensili, e vanifica i propositi di mantenere l’anziano nel contesto abitativo, culturale e sociale in cui ha vissuto." Cosi in una nota la CGIL e lo SPI CGIL commentano la decisione della Giunta regionale di tagliare, pressoché dimezzare, i contributi per le badanti e per gli assegni di cura.

"E’ inammissibile che vengano ridotti i contributi per l’assunzione delle badanti e per gli assegni di cura – continua il Sindacato –  anche in un contesto di crisi come quello attuale. Certo le richieste di contributi sono aumentate sensibilmente e questo ci deve far riflettere. Non bisogna tagliare le risorse ed è sbagliato adottare provvedimenti con effetto retroattivo.  I pensionati al momento della domanda hanno fatto dei conti che, visto le loro ridotte disponibilità, sicuramente non tornano. Al contrario, proprio in un momento di crisi, sarebbe necessario ogni sforzo per mantenere e aumentare le protezioni sociali, assicurando assistenza a coloro che dopo una vita di lavoro, si trovano in uno stato di grave difficoltà e creando nuove opportunità di lavoro."

Si chiedono poi i sindacati: "È davvero pensabile che, alla luce della nuova delibera, un pensionato che vive da solo, con una Irsee di 2000 €, e che riceverà un contributo massimo di 700 € mensili, possa assicurarsi una assistenza adeguata (badante) e provvedere anche alle necessità quotidiane?"

 

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