Crisi, Confindustria: “Il peggio non è ancora passato ma le condizioni per la ripresa ci sono”

L’indagine sul secondo trimestre 2016 effettuata da Confindustria Valle d’Aosta su di un campione di imprese associate consegna un atteggiamento di cautela e prudenza da parte degli imprenditori valdostani.
Paolo Giachino direttore della Compagnia valdostana delle acque
Economia

E’ ancora una volta l’incertezza il sentimento più diffuso fra gli imprenditori valdostani. L’indagine sul secondo trimestre 2016 effettuata da Confindustria Valle d’Aosta su di un campione di imprese associate consegna un atteggiamento di cautela e prudenza.

“L’elaborazione dei dati che ci sono stati forniti dalle nostre imprese associate per il secondo trimestre 2016 – commenta il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Paolo Giachino- ci consentono di tracciare un quadro circa lo stato di salute dell’imprenditoria locale. Quello che emerge è ancora un quadro orientato alla massima prudenza ed i buoni risultati complessivi dello scorso trimestre non bastano per farci pensare che il peggio sia passato”.

Se restano stabili i dati relativi al carnet ordini, ai nuovi ordini ed a quelli per l’esportazione il secondo trimestre 2016 mostra un miglioramento sul fronte della produzione e del ricorso alla Cassa integrazione mentre c’è un peggioramento sul grado medio di utilizzo degli impianti (oltre il 25% delle imprese intervistate che dichiara un utilizzo inferiore al 50%) e sull’andamento degli incassi (dal 46,43 al 68,97% di imprese che dichiara un andamento dei pagamenti in ritardo). “Questo è un dato particolarmente sensibile in quanto questi ritardi riducono la liquidità delle imprese e aumentano la necessità di ricorso al credito per le esigenze a breve termine”.

Per le prospettive a breve termine gli imprenditori valdostani intravedono un miglioramento sul fronte della produzione: dal meno 8,33% del precedente trimestre allo 0%. In calo il numero di imprenditori che hanno dichiarato di voler procedere ad investimenti per ampliare la propria capacità produttiva (dal 24,14% del trimestre precedente ad un 19,35% dell’attuale). Vince il pessimismo anche sull’andamento occupazionale, il saldo fra imprenditori ottimisti e pessimisti passa da un +6,67% del trimestre a -3,23%.

“Per andare verso tempi migliori è necessario attivare le dovute politiche di sostegno di ripresa dell’economia. Tuttavia – aggiunge Giachino – ci sono le condizioni per dare una spinta decisiva al processo di ripresa di cui bisogna assolutamente approfittare. In tal senso, mi pare si stanno muovendo le politiche del Governo nazionale ed anche quello del Governo regionale”.

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