I Confidi del commercio, degli alberghi e degli agricoltori verso la fusione

Con questo accordo sarà possibile contrattare condizioni bancarie e tassi d'interesse migliori, oltre ad essere un soggetto più significativo nell'interlocuzione con gli enti pubblici.
Da sinistra: Angelo Lanièce (Agricoltori), Pier Luigi Genta (Cts) e Pericle Calgaro (Confidal)
Economia

I Confidi del commercio e del turismo, degli albergatori e degli agricoltori vanno verso l’unione. E’ stato presentato oggi, martedì 25 novembre, il protocollo d’intesa fra i tre organismi che intendono d’ora in avanti presentarsi come un unico soggetto.

“Con questo accordo – ha detto il presidente di Confidi Cts, Pierluigi Genta – possiamo contrattare condizioni bancarie e tassi d’interesse migliori, oltre ad essere un soggetto più significativo nell’interlocuzione con gli enti pubblici”.

I tre Confidi, aggregati, possono contare su 17 milioni di euro di patrimonio, su 12 milioni di euro di fondo rischi, su 48milioni di euro di garanzie e su finanziamenti erogati di 43 milioni di euro. In tutto le tre organizzazioni possono contare su 2500 soci: 270 per il Confidal, 353 per il Confidal agricoltori e 1877 per il Confidi Cts. “Possiamo produrre 19.200 euro di garanzie per ogni socio e questa non è cosa da poco – sottolinea Angelo Lanièce di Confidi agricoltori – e continueremo a fare il nostro lavoro cercando di mantenere basso il costo del denaro”.

“Non dobbiamo e non vogliamo diventare un’altra banca – ha aggiunto Pericle Calgaro del Confidal – i Confidi devono continuare ad essere governati dalle imprese per essere al servizio del mondo produttivo”.

Il mandato, ora, è di studiare se andare verso un sistema aggregativo o se realizzare una vera e propria fusione.

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