La Valle d'Aosta ha lavorato molto, a partire dagli anni '80 ad oggi, ma ha ancora del lavoro da fare per quel che riguarda l'accessibilità dei parchi naturale e delle aree protette, anche a livello di comunicazione.
Questo è quanto emerso nella mattinata di venerdì 26 maggio quando a Palazzo regionale, ad Aosta, si è tenuto l'annuale convegno organizzato dall'Osservatorio sul Sistema montagna 'Laurent Ferretti' della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, dal CSV Onlus, dal Consorzio delle Cooperative sociali Trait d’Union e dalla Cooperativa C’Era l’Acca, che studiando le possibilità di un turismo sempre più alla portata di tutti, quest'anno affrontava il tema de “Il turismo accessibile nei parchi e negli ambienti naturali di montagna”.
Da una parte la visione interna alla Valle, con quanto fatto finora e quanto – soprattutto – resta ancora da fare, come spiega l'Assessore regionale al Turismo Claudio Restano: “La Regione ha iniziato ad investire sull'accessibilità sin dagli anni '80, ma ora serve implementare idee sempre nuove, come il turismo legato alla pesca, alla valorizzazione del lavoro sulla sentieristica e sul rafforzamento dei progetti già avviati come quello sulla via Francigena. Siamo molto impegnati nel creare un'offerta diversificata per un turismo sociale che tenga conto anche delle potenzialità della media montagna”.
Dall'altra parte la suggestioni che arrivano da fuori i confini valdostani, come ha testimoniato Graziella Anesi, Presidente della Cooperativa 'Handicrea' di Trento, che ha spiegato il funzionamento dell'App gratuita per smartphone Trentino Accessibile che permette, grazie ad un sistema Gps, di conoscere il grado di accessibilità di oltre 1350 strutture pubbliche e private della Provincia di Trento, interessando 12 diverse tipologie di disabilità.
Una visione interessante dall'esterno è stata anche quella portata da Simone Fanti, giornalista e gestore del blog 'Invisibili' de il Corriere della Sera: “Questa regione è ricca di possibilità per le persone con disabilità, ci sono enormi potenzialità e capacità che sono però ancora poco comunicate. La prima sfida di questo nuovo modo di valorizzare il territorio è proprio la comunicazione. Spesso le iniziative legate alla disabilità sono frutto del volontariato, manca la mentalità di fare impresa, il turismo accessibile rappresenta anche un’importante opportunità economica. I disabili sono persone che vogliono vivere emozioni, la Valle d’Aosta le può senz’altro offrire grazie al suo meraviglioso territorio”.