Le tensioni in Medio Oriente e la guerra in Iran iniziano a produrre le prime ripercussioni anche sull’economia locale. A lanciare l’allarme è Ance Valle d’Aosta, l’Associazione Costruttori Edili Nazionali: “Senza interventi urgenti il sistema non regge. A rischio i cantieri e la tenuta delle imprese”.
Gli edili guardano con preoccupazione al rincaro dei prezzi di gasolio e gas e a cascata di tutta una serie di altri materiali (bitumi, le materie plastiche, i Pead e i cementi). I primi dati – seppur parziali – confermano l’entità degli aumenti registrati dalla fine del mese di febbraio: in un report di Ance Lombardia pubblicato giovedì 12 marzo il costo del gas naturale è cresciuto del 70% (indice PSV, da 0,37 a 0,63 €/MWh), quello del bitume del 56% (da 410 a 638 euro la tonnellata) e quello del gasolio industriale del 28% (da 1,37 a 1,76 euro al litro, senza Iva).
“Stiamo ricevendo segnalazioni allarmanti già dalla settimana scorsa da parte delle nostre imprese associate. – spiega il presidente di Ance Valle d’Aosta, Laurent Visini – Assistiamo ad aumenti giornalieri di tanti prodotti petrolchimici come il bitume, componente essenziale per la stagione delle asfaltature ormai alle porte. A questo si aggiunge l’esplosione dei costi di trasporto, un fattore che nel nostro territorio montano, per ragioni logistiche, incide in maniera ancora più pesante rispetto ad altre realtà”.
L’Associazione mette in allerta non solo sulla tenuta delle imprese, ma sulla sopravvivenza dei progetti strategici per la Valle d’Aosta.
“Gli effetti delle tensioni sulle materie prime sono già pesanti e colpiscono indiscriminatamente tutta la filiera”, continua il presidente Visini. “Parliamo di un settore che sul territorio regionale è attualmente impegnato in uno sforzo importante per portare a termine i lavori legati al Pnrr. Abbiamo scadenze tassative e cronoprogrammi serrati: senza una stabilità dei prezzi, la sfida di consegnare le opere nei tempi previsti rischia di diventare una missione impossibile”.
Ance Valle d’Aosta chiede aiuto alla istituzioni: “Senza un intervento immediato e strutturale, le aziende saranno costrette a farsi carico in solitaria degli effetti della guerra, con il rischio concreto di tensioni finanziarie che potrebbero portare alla sospensione dei lavori o, nei casi più gravi, alla crisi di impresa”. A livello locale la richiesta a piazza Deffeyes è di rinviare la pubblicazione dell’edizione 2026 dell’Elenco Prezzi regionale, prevista per aprile, considerata dannosa per il settore.
Il documento rischia infatti di non fotografare i reali valori di mercato, trasformandosi in un boomerang: prezzi non allineati alla
realtà porterebbero inevitabilmente a gare d’appalto deserte e alla paralisi dei cantieri.

Una risposta
a mio avviso la speculazione maggiore è stata fatta con il bonus 110, li si che sono lievitati i costi dei materiali ma si arrichivano tutti….ad ogni modo ci penserà l’europa a risolvere i problemi mettendo i dazi all’Iran invece di mettere all’angolo questa america portatrice di democrazia in tutti i paesei in cui c’è il PETROLIO.,