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Non sarà solo la nuova sede di Cva, ma l’ex Tecdis e tutta l’area dove sorge si appresta a diventare nei piani dell’azienda una sorta di “Silicon Valley”. La tecnologia al centro del distretto “nazionale” sarà quella delle rinnovabili. “Sarà un luogo dove si non si farà solo innovazione e ricerca, ma anche formazione e educazione” spiega l’amministratore delegato di Cva Giuseppe Argirò. Un polo di attrazione, anche “grazie alla qualità della vita offerta” ,per chi vuole lavorare ma anche formarsi e specializzarsi sul tema. I dettagli del progetto sono stati svelati questa mattina durante il primo appuntamento di Smau Valle d’Aosta alle Pépinières d’Entreprises. Realizzato in collaborazione con la Regione, l’evento, lungo tutta la giornata di oggi, martedì 25 febbraio, sarà l’occasione per mettere in connessione, in modo nuovo, imprese, startup, soggetti intermedi e attori della pubblica amministrazione, per condividere esperienze di innovazione e favorire la nascita di nuove partnership.
Nel corso del primo “live show”, dedicato all’open innovation, è stato mostrato Crea in un video, nome dato al distretto delle tecnologie rinnovabili. Il progetto di recupero urbano, condotto assieme al Politecnico di Torino, vedrà la realizzazione di un edificio di 19mila metri quadri capace “di produrre molta più energia di quanto consuma.”
Nel distretto saranno presenti tutte le energie rinnovabili, compreso l’idrogeno. E’ infatti avviato l’iter per realizzare un impianto di elettrolisi per la produzione di idrogeno rinnovabile, che sarà alimentato da un impianto fotovoltaico, connesso a un impianto di accumulo elettrochimico, entrambi installati nell’area dismessa, oltre che da una nuova pala eolica che verrà installata nell’attuale parco presente a Saint-Denis. Una volta in funzione l’impianto potrà produrre fino a 140 tonnellate di idrogeno all’anno, da utilizzare per alimentare il trasporto pubblico regionale. Il progetto, che dovrà essere realizzato entro il 2026 è finanziamento con risorse Pnrr per 6,1 milioni di euro.
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Ben più consistente l’investimento che Cva metterà in campo per creare il distretto tecnologico. “Oggi è difficile fare una stima puntuale, l’operazione potrebbe aggirarsi in un range fra i 30 e i 50 milioni di euro“. Risorse che l’azienda conta di investire di tasca propria, ma di poter anche ottenere attraverso finanziamenti ministeriali e europei. “L’idea è di costruire un polo che abbia una valenza non solo nazionale anche europea. – racconta Argirò – Oggi abbiamo la forza per farlo e ci crediamo, convinti che sia un modo per far ricadere valore sul territorio”.
Uno degli obiettivi principali del distretto sarà la creazione di nuove professionalità. “Il tema della formazione è strategico – ha sottolineato Argirò – e coinvolgeremo l’Università della Valle d’Aosta, nonostante oggi non abbia facoltà Stem, perché deve essere parte di questo percorso”.
L’idea è di sviluppare percorsi di formazione a diversi livelli formazione tecnica di base con il coinvolgimento degli ITS, per avviare i giovani a carriere nel settore delle rinnovabili, ma anche alta formazione manageriale, per garantire il passaggio di competenze tra generazioni e rispondere alla crescente domanda di figure specializzate come ingegneri elettrici, ambientali e project manager.
“Stiamo vivendo una transizione energetica da anni, ma a livello nazionale manca ancora un grande piano di formazione per preparare le persone a questa trasformazione. Noi vogliamo colmare questo vuoto, creando opportunità di crescita professionale e attrattività per giovani talenti, anche da fuori regione”.
Cva sta ora completando l’acquisizione dell’area e il processo autorizzativo. L’obiettivo è iniziare i lavori entro la fine dell’anno, con la posa della prima pietra prevista entro il 2025. L’attuale sede dell’azienda resterà operativa e continuerà a ospitare le attività di ingegneria e tecnica del gruppo.