I timori dei sindacati erano stati raccolti dalla Regione e trasferiti al Geie, ma la clausola sociale inserita nel bando per l’affidamento del servizio antincendio del traforo del Monte Bianco ha disatteso “le aspettative e le rassicurazioni” dei sindacati. E’ il presidente della Regione a ricostruire in Consiglio Valle quanto accaduto negli ultimi mesi.
“Come Presidenza della Regione, abbiamo intrapreso tutte le iniziative possibili per il rinnovo dell’appalto del servizio antincendio del tunnel del Monte Bianco in continuità di caratteristiche operative e di qualità fin dal 19 settembre 2024, quando – a seguito di una segnalazione dei sindacati – abbiamo rappresentato al Geie la necessità di prestare massima attenzione all’inserimento, nel capitolato d’appalto, di una clausola sociale, ritenendola indispensabile per garantire un servizio qualificato attraverso il mantenimento dell’esperienza del personale che per anni ha svolto il servizio antincendio, formandosi e lavorando in un contesto unico” ha spiegato Testolin. Il 5 dicembre, dopo richiesta dell’Associazione nazionale delle imprese di sorveglianza antincendio (Anisa) si è svolto un incontro, a cui però non ha preso parte il Geie. “Il documento presentato dai sindacati con le proposte per il rinnovo dell’appalto è stato trasmesso al Geie.”
Nel febbraio scorso Anisa torna a bussare alla porta della Regione per segnalare come la gara non ha tenuto conto delle richieste dei sindacati sulla clausola sociale. “È stato chiesto un nuovo incontro per individuare una soluzione a cui il Geie ha risposto, il 23 febbraio 2026, che la gara era già stata avviata e la scadenza per le offerte era il 6 marzo, quindi non era possibile modificare i documenti di gara per non violare il principio di parità di trattamento”. Per la società di gestione del Traforo, la clausola sociale inserita in gara è coerente “con la vigente normativa europea a cui anche l’Italia deve attenersi.” Inoltre, la procedura di appalto in corso richiede esattamente gli attuali livelli del servizio antincendio in coerenza con l’attuale piano interno di intervento e di sicurezza (squadre presenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7).
Per Andrea Manfrin della Lega Vda: “Ci si è attivati troppo tardi e ora, come segnalano i sindacati, potrebbe verificarsi un drastico ridimensionamento occupazionale. Non intravedo novità positive per il futuro.” Aldo Domanico di Fratelli d’Italia ha chiesto invece alla Regione di “continuare a vigilare e provare a fare il pugno duro con il Geie perché i lavoratori valdostani sono molto preoccupati per la situazione.”
Servizio antincendio del Traforo del Monte Bianco, sindacati contro il bando: “Nessuna garanzia di riassorbimento”
2 marzo 2026
Cresce l’allarme per il possibile taglio occupazionale per il servizio antincendio e primo soccorso del Traforo del Monte Bianco. A esprimere forte preoccupazione oggi sono Fit Cisl VdA, Filt Cgil, Savt Confsal per il mancato allineamento tra le rassicurazioni fornite dal GEIE TMB durante l’incontro del 5 dicembre 2025 presso la Presidenza della Regione e i contenuti effettivi degli atti di gara. Il rischio, come spiegano i sindacati, è di un drastico ridimensionamento occupazionale.
L’analisi della gara d’appalto, secondo i sindacati, “evidenzia infatti l’assenza di un reale vincolo numerico contrattuale di riassorbimento
del personale uscente”.
“Un patrimonio di professionalità a rischio: un unicum della safety europea. – proseguono Fit Cisl VdA, Filt Cgil, Savt Confsal- I lavoratori attualmente impiegati presso l’appalto gestito da GSA rappresentano un patrimonio di competenze altamente specialistiche e non facilmente reperibili. Si tratta di addetti con oltre vent’anni di esperienza e formazione continua, operanti in un contesto infrastrutturale unico per complessità e livelli di rischio”.
Nel 2013 il modello di tutela sociale applicato consentì il riassorbimento del 100% del personale.
Oggi, invece, denunciano i sindacati: “In assenza di una clausola sociale vincolante, i lavoratori rischiano di perdere: la continuità occupazionale per decine di famiglie del territorio; il trattamento economico e normativo consolidato negli anni; la storica Indennità speciale TMB, elemento distintivo della professionalità acquisita; gli accordi di secondo livello e il sistema di welfare aziendale costruito in oltre vent’anni di relazioni industriali”.
Senza risposte e garanzie scritte Fit Cisl VdA, Filt Cgil, Savt Confsal si dicono pronti a mettere in campo tutte le azioni sindacali e istituzionali necessarie a tutela dei lavoratori e della sicurezza del servizio.
Paura per i posti di lavoro nel Traforo del Monte Bianco: Anisa e sindacati chiedono chiarezza sulla nuova gara antincendio
11 dicembre 2025
La nuova gara d’appalto per i servizi antincendio e di primo soccorso del Traforo del Monte Bianco, che verrà bandita con ogni probabilità il prossimo anno, preoccupa l’associazione di categoria Anisa e i principali sindacati, che lanciano l’allarme sul rischio di perdere fino a 40 posti di lavoro.
In una nota congiunta, Anisa e le sigle Filt‑Cgil, Fit‑Cisl, Uil‑Trasporti, Confsal e Savt sottolineano come anche questa procedura di gara sia regolata dal diritto francese, con tutte le criticità che questo comporta “per la tutela dei lavoratori italiani e per la continuità del servizio”. Secondo l’associazione e i sindacati, gli atti di gara rischiano di non essere coerenti con la complessa realtà operativa del Traforo.
Da una parte, infatti, i lavori di manutenzione straordinaria sulle volte dell’infrastruttura — che potrebbero comportare chiusure totali o parziali comprese tra i 3 e i 15 anni — generano forti incertezze operative. Dall’altra, la procedura di gara non terrebbe adeguatamente conto degli effettivi costi del lavoro e delle criticità legate alla gestione delle risorse umane che dovrà fare il nuovo appaltatore.
Anisa e i sindacati evidenziano che la mancanza di chiarezza su questi aspetti rischia di determinare uno scenario particolarmente critico. Una stima di riduzione dell’organico fino al 40‑50% potrebbe tradursi nella perdita del posto di lavoro per fino a 40 degli 83 addetti altamente specializzati attualmente impiegati – l’appalto è gestito da Gsa – , con gravi conseguenze sociali per il territorio. Questi lavoratori rappresentano un unicum nel panorama europeo della sicurezza in ambito tunnel, con oltre vent’anni di esperienza nell’assicurare la sicurezza dell’infrastruttura 365 giorni l’anno.
Le richieste avanzate da Anisa e dai sindacati puntano innanzitutto a fare piena chiarezza sulla procedura di gara. Per questo, secondo la nota, la documentazione dovrebbe riflettere l’attuale assetto organizzativo e il personale complessivamente impiegato, oltre a evidenziare l’effettivo costo del lavoro, la cui struttura complessa richiede un confronto collaborativo con l’attuale appaltatore per essere determinata correttamente.
Secondo i firmatari, è fondamentale che la gara permetta proposte innovative e valorizzi elementi di valutazione delle offerte che tengano conto dell’impegno degli operatori — italiani ed europei — nell’attuare misure organizzative volte a migliorare la sicurezza dell’infrastruttura e a gestire in modo efficace l’impatto economico e sociale derivante da una possibile diminuzione del personale operativo.
Viene inoltre sottolineata la necessità di introdurre clausole sociali chiare che garantiscano il riassorbimento integrale del personale e il mantenimento delle condizioni economiche e normative attualmente godute anche negli anni successivi. I sindacati chiedono anche che la gara sia impostata in modo da assicurare equità concorrenziale tra tutti i partecipanti, evitando che gli oneri sociali ricadano esclusivamente sugli operatori italiani provocando distorsioni di mercato.
Infine, Anisa e le organizzazioni sindacali sollecitano il coinvolgimento stabile delle istituzioni, a partire dalla Regione e dal Ministero del Lavoro, per monitorare l’evoluzione dei lavori, tutelare gli effetti occupazionali e governare con la dovuta sicurezza la fase di transizione. I sindacati, che nei giorni scorsi hanno incontrato il presidente della Regione, chiedono di posticipare la gara d’appalto almeno di un anno, a quando si avranno certezze sui tempi di chiusura del Tunnel per i lavori.
