Dopo due anni di applicazione, il Governo regionale fa marcia indietro sul vincolo della preventiva autorizzazione per effettuare interventi chirurgici presso le strutture private accreditate fuori Valle.
La Giunta ieri infatti ha deciso di revocare l'obbligo che, spiega una nota, "penalizzava in maniera importante i valdostani nella libertà di scelta delle cure sanitarie".
Introdotto con legge finanziaria del 2016 il vincolo aveva l'obiettivo di contenere la spesa per la mobilità passiva.
"Ciò non significa che sia venuto meno l'interesse del Governo regionale a contenere la fuga dei propri assistiti e a tutelare l'appropriatezza e sicurezza delle cure cui essi si sottopongono – sottolinea l'Assessore regionale alla Sanità, Luigi Bertschy – ma si ritiene che tali obiettivi vadano perseguiti attraverso il continuo e costante miglioramento dell'efficienza e della capacità di risposta del Sistema sanitario regionale e attraverso una migliore informazione e sensibilizzazione dei cittadini rispetto alla qualità e agli esiti di cura delle prestazioni erogate dalla struttura pubblica regionale".
L'Assessorato regionale alla Sanità, di concerto con l’azienda USL, manterrà un monitoraggio quantitativo e qualitativo della mobilità passiva e un confronto con i cittadini che decideranno di rivolgersi altrove per comprendere e analizzare le dinamiche che li spingono a cercare fuori Valle l’erogazione di talune prestazioni sanitarie erogate anche dall'ospedale regionale con pari efficacia e qualità.
"Con questo atto– dichiara il Presidente Laurent Viérin – si è voluto nuovamente dare la possibilità ai valdostani di scegliere dove effettuare le proprie cure, in base anche ai propri bisogni, eliminando una disposizione che limitava, per motivazioni cliniche, tale scelta. Una finalità che sarà diversamente garantita, per il tramite dei nuovi accordi della mobilità interregionale, su cui si sta lavorando sui tavoli nazionali. Questo lavoro va in parallelo con l’impegno profuso a favore della crescita del sistema sanitario valdostano, per il quale, come si evidenza per alcune specialità come l’oculistica, si sta da tempo lavorando per attirare le migliori professionalità. Volendo comunque presidiare gli effetti della liberalizzazione, saranno attuate azioni specifiche per orientare i pazienti verso prestazioni sicure ed efficaci per il tramite del medico di famiglia e attivate azioni di monitoraggio delle prestazioni rese fuori regione a garanzia delle cure prestate".
