Sempre più persone anche in Valle d’Aosta colpite da disagio economico e relazionale

E' quanto è emerso ieri, venerdì 17 ottobre, nell'ambito del convegno 'Nuove povertà: una sfida per le istituzioni e il volontariato', organizzato in seno alla Festa regionale del Volontariato.
Il convegno sulle nuove povertà svoltosi ieri, venerdì 17 ottobre
Economia

Cresce anche il Valle d’Aosta il disagio economico e relazionale. A dirlo sono recenti dati offerti nell’ambito del convegno “Nuove povertà: una sfida per le istituzioni e il volontariato”, svoltosi ieri, venerdì 17 ottobre, nell’ambito della Festa regionale del Volontariato.

Si scopre così che il Banco alimentare della Valle d’Aosta ha distribuito, in convenzione con il Comune di Aosta, in meno di un anno – da novembre 2007 ad agosto 2008 – ad 865 persone 42.836 chili di generi alimentari. O ancora come le persone italiane che si sono rivolte al dormitorio comunale siano cresciute dal 14% al 21% o come le domande sull’emergenza abitativa siano più che raddoppiate (erano 35 nel 2005, sono 39 nei soli primi sei mesi del 2008).
Un più 13% inoltre nel 2007 rispetto al 2005, per le domande di accesso al minimo vitale, ai contributi straordinari e alle prestazioni sanitarie previste dalla legge regionale 19 del 1994.

“Il Reddito Minimo di Inserimento
– il prof. Emanuele Ranci Ortigosaè stato abbandonato troppo presto in Italia. E’, secondo me, uno strumento che abbina  l’aiuto economico con misure di inserimento sociale. La Valle d’Aosta con il minimo vitale si avvicina a questa misura e le regioni a statuto speciale devono, a mio avviso, proseguire su questa linee”.

Alle povertà prettamente economiche si sommano anche le povertà relazionali, quelle che Don Campiotti ha definito “povertà invisibili fatte di solitudini abbandono, trascuratezza. Situazioni che sempre più riguardano gli anziani, le famiglie che hanno in casa ammalati mentali”.

Sul problema in crescita anche nella nostra regione, l’Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Albert Lanièce ha annunciato l'avvio, già a partire dalla fine dell’anno, di un’indagine regionale sulla povertà a partire dai criteri Istat, ma costruita su un campione di famiglie valdostane.

Da parte sua invece l’Assessore comunale ai Servizi sociali, Giuliana Ferrero, ha sottolineato come “sia fondamentale, con riferimento all’ambito valdostano, riuscire a cogliere insieme le enormi opportunità offerte dal Piano di Zona perché tale strumento che stiamo costruendo in questi mesi può costituire un atout  eccezionale per condividere un programma di lotta alle nuove povertà e all’esclusione sociale con tutti gli  attori coinvolti (enti locali, mondo del volontariato, impresa sociale) ottimizzando le risorse economiche da investire.”

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