Il Consiglio regionale ha respinto una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, con 18 voti contrari (UV e SA) e 16 favorevoli (UVP, Alpe, PD-SVdA e M5S), in merito all’individuazione di requisiti per il conferimento dell’incarico contrattuale al nuovo amministratore della Casinò de la Vallée spa.
L’iniziativa intendeva impegnare il Governo regionale ad elaborare entro il termine di scadenza dell’incarico all’attuale amministratore una procedura di selezione trasparente, contenente un elenco di requisiti minimi. Tra questi una laurea in materie economico-giuridiche, quale elemento di valutazione, così come master e ulteriori titoli attinenti; precedente esperienza di livello manageriale almeno triennale nell’ambito di Case da gioco, tenendo conto dei risultati conseguiti; stipendio minimo garantito non oltre i 100.000 euro lordi annui e parte variabile corrisposta in base ad almeno cinque parametri da definire, rappresentanti percentualmente di una quota del "premio", a condizione del raggiungimento di precisi obiettivi gestionali.
"Non si tratta di trovare il manager perfetto – ha spiegato il capogruppo del Movimento 5 stelle, Stefano Ferrero, bensì di delineare una figura che garantisca al meglio le prospettive del rilancio che tutti auspichiamo". Gli ha fatto eco il Capogruppo del PD-Sinistra VdA, Raimondo Donzel, che ha lanciato l’allarme. "Il Casinò sta rischiando la chiusura, non si può continuare a scherzare sulla pelle delle persone. La questione va risolta partendo dalla testa, quindi dalla riduzione del compenso del nuovo amministratore unico e, a scalare, di tutto il sistema. Salvare il Casinò significa salvare l’economia turistica dell’intero comprensorio di Saint-Vincent e Châtillon, con ricadute positive su tutta la Valle". Sulla stessa linea anche il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy. "Affidando ai dirigenti obiettivi a medio termine – ha spiegato – è possibile compiere più attente valutazioni sul lavoro che viene svolto. I dipendenti della Casa da gioco sono ben consapevoli che dovranno essere fatti dei sacrifici economici, chiedono che questi vengano assegnati a un nuovo amministratore e a nuovi dirigenti".
Il Capogruppo di Stella Alpina Stefano Borrello ha anticipato il voto della maggioranza spiegando che "determinando i requisiti per l’Amministratore unico, l’aspetto decisionale non va vincolato eccessivamente". Un concetto condiviso anche dall’ assessore al patrimonio, Ego Perron, che ha sottolineato "al di là della persona che sarà scelta, va conclusa una trattativa seria sul costo del lavoro che interessi tutti i dipendenti, per quanto possa risultare impopolare. Per quanto attiene alla mozione, ritengo che il dettagliare così tanto i requisiti limiti eccessivamente i parametri e la possibilità di scelta. Ai titoli di studio, che sono certamente importanti, deve essere affiancata un’esperienza che si acquisisce sul campo grazie all’esperienza, alla carriera professionale maturata in anni di lavoro, tenuto conto che oltre al gioco d’azzardo l’azienda si occupa anche della parte alberghiera. E questo si ripercuote anche sull’aspetto retributivo. Nella scelta terremo conto di valutazioni di buon senso, anche all’insegna della sobrietà".

