Ampliamento del Corrado Gex: una possibilità da non perdere o un investimento eccessivo?

La rubrica politica di AostaSera.it, questa volta, mette a confronto le opinioni di Joseph Rivolin e Carlo Curtaz sui lavori per ampliare l'aeroporto regionale.
Politica

AMPLIAMENTO DEL CORRADO GEX: UNA POSSIBILITA’ DA NON PERDERE O UN INVESTIMENTO ECCESSIVO?

 

Joseph Rivolin

Storicamente, la Valle d’Aosta è terra di passaggio, quindi di comunicazioni e trasporti. L’ossessione dei Valdostani è sempre stata quella di non essere imprigionati in un cul-de-sac: lo prova l’ardore con il quale, negli ultimi due secoli, vollero la ferrovia e i due tunnel transalpini. Oggi il tempo è sempre più prezioso: non stupisce che un aeroporto “vero” possa essere visto come un’indispensabile struttura di collegamento, specialmente se si considera il lamentevole stato della ferrovia. Restano il problema finanziario e quello, cui oggi l’opinione pubblica è particolarmente sensibile, dell’impatto sull’ambiente. Non mi convince, però, la fosca profezia di centri abitati acusticamente sconvolti dal continuo rombo dei velivoli e di incredibili sfracelli finanziari. Ritengo che, su questa come su altre iniziative, i pregiudizi ideologici debbano cadere di fronte a una serena disamina del rapporto costi-benefici, senza dimenticare che, comunque, ogni progresso ha il suo prezzo.

 

Carlo Curtaz

Tralascio questioni marginali, quali la sicurezza di una pista che "entra" in città, l'inquinamento acustico, atmosferico e luminoso, e altre simili quisquilie… Vengo ai numeri: gli esperti del settore dicono che un piccolo aeroporto, per stare in piedi, deve far transitare circa 800.000 passeggeri l'anno. Secondo stime ottimistiche, il Corrado Gex ampliato avrà 45.000 utenti l'anno, diciotto volte meno del minimo necessario! Ed infatti, l'aeroporto di Bolzano, che di utenti ne conta 80.000 circa, produce due/tre milioni all'anno di perdite. In Valle a coprire i costi dell'ampliamento e poi le inevitabili perdite sarà la Regione, già ben allenata al riguardo, dovendo spesso ripianare le voragini del Casinò ed i rossi di molte altre società “pubbliche”. Turisti ne vedremo sempre meno, anche perché il treno fa schifo ed i charter, quelli veri, andranno sul Mar Rosso. Ma da noi un aeroportino serve per portare i politici a Roma, così com'è risultato assai utile per trasportare un ex parlamentare a Bruxelles. Nessuno che ricordi ai pochi, ancorché qualificati, passeggeri che è più facile raggiungere Caselle da Place Deffeyes che dal centro di Torino.

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