Carenze progettuali ed esecutive per il Trenino di Cogne, secondo la Commissione di valutazione

A rispondere delle carenze riscontrate sono, secondo la Commissione di valutazione istituita dalla Regione e composta dagli ingegneri Ariello Bandinelli e Piergiorgio Grasso, e dall'avvocato Patrizia Serasso, il progettista e il direttore lavori.
La stazione di Plan Praz della cabinovia Aosta Pila
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Quali sono state le carenze progettuali ed esecutive nella realizzazione della tramvia Cogne-Eaux Froides-Plan Praz?
Alla domanda ha risposto negli ultimi otto mesi la Commissione di valutazione istituita dalla Regione Valle d'Aosta nel febbraio scorso e composta dagli ingegneri Ariello Bandinelli e Piergiorgio Grasso, e dall'avvocato Patrizia Serasso.

Secondo la Commissione le carenze sotto il profilo progettuale sono dovute ad interventi con elementi strutturali che offrivano una scarsa capacità di contrasto rispetto a quanto già installato e funzionante. Si legge sulla relazione “Non sembra esser stata tratta lezione dal passato” scegliendo un rivestimento costituito da “uno strato di calcestruzzo proiettato di spessore limitato e da una bullonatura non sempre sistematica e la cui capacità di rinforzo e/o riqualifica della massa rocciosa non è quantificata”.

Gli interventi progettati non solo non fornivano un adeguato sostegno, ma oscuravano
la roccia, rendendo difficile se non impossibile, una rapida individuazione dei fenomeni deformativi e non c’è stato un approfondimento sulla natura delle rocce attraversate. Altre carenze progettuali sono state legate ad un sottostima dell’importanza  di un sistema di drenaggio efficiente.

Sotto il profilo esecutivo invece, si legge sempre sulla relazione, i problemi sono nati da interventi realizzati non seguendo quanto previsto dal progetto iniziale che è stato alleggerito. In particolare “non è stata riscontrata la presenza di fibre di rinforzo in acciaio, come invece previsto nel progetto del 1985,  il distacco del calcestruzzo ha evidenziato la presenza di rete elettrosaldata, mentre i bulloni sono sporadici, il funzionamento dei tombini è apparso fortemente compromesso dal calcestruzzo che, disgregatosi dal paramento, intasa i tubi ed i pozzetti o ancora  il calcestruzzo spruzzato (all’interno del quale sono individuabili la rete elettrosaldata e le fibre polimeriche) mostra delle estese zone di efflorescenza e alterazione, con formazione di una “barba” bianca inconsistente al tatto”·

Altri problemi sono legati al sistema di ventilazione antincendio con carenze progettuali nel gruppo elettrogeno, nel comando a distanza dei ventilatori dal Centro di Controllo di Cogne, nell’azionamento manuale per via elettromeccanica  o ancora nell’avviamento dei ventilatori con comandi locali agli imbocchi della galleria. Carenze progettuali ed esecutive si riscontrano anche nel materiale rotabile e nell’armamento.

A rispondere delle carenze riscontrate sono, secondo la Commissione, il progettista “le relazioni tecniche evidenziano non solo carenze progettuali relativamente alla progettazione dei singoli lotti, ma anche, e soprattutto, la mancanza di una visione unitaria dell’Opera. In altre parole, la progettazione dei singoli lotti …è stata effettuata senza tenere in debito conto tutte le implicazioni derivanti dalla suddivisioni in lotti, che richiedeva la capacità di sovrapporre e collegare le varie fasi, in modo tale da realizzare un sistema integrato convoglio-armamento-galleria- impianti. Ciò ha comportato la realizzazione di un’opera non fruibile”.

Infine, sottolinea la Commissione, responsabilità si riscontrano anche in capo al direttore lavori “le relazioni tecniche rilevano ed evidenziano carenze esecutive, non riscontrate né, conseguentemente, eliminate dal direttore lavori.”

La parola sul Trenino di Cogne passa ora alla quarta commissione consiliare che ha in calendario una serie di audizioni e un sopralluogo.

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