“Ragazzi, avete per caso un cavetto per ricaricare il cellulare?” Sono le 16.15 quando alla postazione di AostaSera.it, nella sala stampa allestita a Palazzo regionale per lo spoglio delle elezioni comunali, ormai quasi in disarmo in attesa delle ultime preferenze, fa capolino il nuovo sindaco di Aosta, Fulvio Centoz. Dopo l’arrivo trionfale a Piazza Deffeyes, le interviste di rito con i giornalisti, le strette di mano con i politici presenti in sala, la batteria del telefono si è esaurita rapidamente a causa delle continue telefonate e dei numerosi messaggi ricevuti. “Dai che poi vi faccio leggere un sms”, propone sorridente. Nel frattempo, già che ci siamo, ne approfittiamo per fare una chiacchierata, ora che l’emozione e l’euforia del momento sono calate.
“Sono molto soddisfatto – ci spiega – è stata una campagna elettorale difficile, conclusa con un risultato e un margine che ci consente di dire che la coalizione ha funzionato”. E riguardo al risultato del Partito Democratico, che ad Aosta si è fermato a 1.870 voti, equivalente all’11,53% (nel 2010 erano 2.112, pari al 12,21%, per un totale 3 seggi conquistati)? “Alla fine portiamo a casa quattro consiglieri più il sindaco – continua – credo sia un buon risultato se consideriamo che se fossimo stati in un’ipotetica coalizione con Uvp, Alpe e L’Altra Valle d’Aosta non saremmo neanche andati al ballottaggio e non avremmo potuto avere un governo di centrosinistra. La scelta del Pd di fare questo percorso, alla luce del sole, anche se difficile, dati alla mano ci ha premiati”.
E l’effetto Renzi, si è sentito o no? “Credo proprio di sì, anche se sono consapevole che c’è una parte, una fetta del nostro elettorato che a livello nazionale non è contenta delle riforme che sta portando avanti il premier, ad esempio quella sulla scuola, quindi immagino che anche a livello locale qualcosina abbiamo pagato su quel fronte. Dall’altra però, siccome il Pd tutto sommato ha tenuto, vuol dire che da altre parti abbiamo recuperato un elettorato nuovo che ora va curato”. Chi ha conquistato nuovi elettori e tanti voti, rispetto alle precedenti tornate elettorali, sono senza dubbio la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle (alla prima esperienza alle comunali). “Non possiamo considerarlo solo un voto di protesta – analizza Centoz – che comunque credo abbia indebolito soprattutto Alpe e Uvp, ma è un segnale forte da parte dei cittadini che quindi va analizzato con attenzione: anche la frammentazione dei voti ha senz’altro contribuito a evitare che si andasse al ballottaggio”.
Il Partito Democratico era rappresentato in molte liste, su tutto il territorio regionale: com’è andata? “Abbiamo retto bene in tanti Comuni, soprattutto in Bassa Valle: ovviamente bisognerà analizzare con calma i dati, però complessivamente direi che siamo soddisfatti”.
Ora che è diventato sindaco, Centoz sarà costretto a lasciare la carica di segretario regionale del suo partito, come previsto dallo statuto. “E’ una questione che affronteremo con la dovuta calma, anche a livello nazionale perché ci sono diverse situazioni nel resto d’Italia con alcune incompatibilità: adesso la priorità è lavorare per mettere in piedi la giunta e il governo del Comune di Aosta, dove saranno rappresentate tutte le forze delle coalizione”.
E in Consiglio regionale, cambierà qualcosa già da domani (oggi, ndr)? “Le due situazioni, Comune e Regione, non sono collegate in maniera diretta e immediata, ovvio però che bisognerà fare un ragionamento anche su questo punto: toccherà alle varie forze politiche in gioco vedersi e fare le riflessioni del caso”. Din din. Il telefono si è riacceso e Centoz, prima di scappare all’area verde di Gressan, ci mostra i messaggi di congratulazioni ricevuti nel frattempo. “Bravo sindaco, buon lavoro. Matteo”. Incassati i complimenti del premier Renzi non gli rimane che festeggiare.
