Infiammano le polemiche ai piedi del Monte Bianco. I due gruppi di minoranza consiliare, capeggiati da Raffaella Roveyaz e da Albert Tamietto hanno indetto una conferenza stampa, nel corso della quale hanno denunciato una "censura" che hanno subito su "La Tsapletta", il giornale della biblioteca.
I malumori sono sorti in seguito alla decisione del direttore della rivista, Luisa Bergomi, di sospendere gli spazi autogestiti, nei quali i gruppi scrivevano un loro articolo. "Nel numero di Natale – dicono Tamietto e Roveyaz – questo non è avvenuto. La Bergomi ci ha chiesto i pezzi per il 20 novembre, ma all'uscita del giornale la sorpresa, gli articoli non c'erano, al loro posto un editoriale del direttore. Siamo basiti, questa è censura. Quando uno scrive cose scomode non piace più. Questa maggioranza non accetta critiche, e pensare che qualche anno fa Fabrizia Derriard, che non era ancora sindaco, aveva con degli amici messo in piedi il sito web dirletutte.it, con il quale ha sputtanato Courmayeur per mesi".
Luisa Bergomi non accetta l'accusa di censura: "non ho voluto censurare nessuno, La Tsapletta è il giornale della biblioteca e hovoluto dare più spazio alla società. Sono indignata dalle accuse, in primis perché nessuno, né sindaco, né giunta, né consiglieri, si è mai permesso di voler controllare il mio lavoro sul giornale. Si mette in dubbio la mia professionalità, ma queste minoranze fanno così, attaccano i professionisti per colpire la Derriard".
In effetti la questione "Tsapletta" è solo uno dei problemi denunciati dai gruppi di minoranza, a non andare sarebbe in generale la gestione del consiglio e del comune. "Il sindaco amministra il Comune come se fosse casa sua", dice Tamietto. Dalla loro descrizione emerge un sindaco satrapo e oligarca: "decidono tutto loro – prosegue – senza consultare non solo noi della minoranza, ma neppure i consiglieri di maggioranza e parte della giunta. A decidere sono sindaco and friends".
Le minoranza avrebbero delle difficoltà nell'accedere agli atti del consiglio: "li ho chiesti da mesi – sostiene ancora Tamietto – ma non mi sono stati dati. E che dire del piano marketing del turismo, non l'hanno ancora portato in consiglio, l'hanno dato ai consiglieri di maggioranza e non a no, ma per statuto siamo tutti uguali".
