Crisi a Valtournenche: Camaschella ritira le deleghe alla Giunta che annuncia la sfiducia

Stamattina la sindaca ha ritirato le deleghe ai suoi assessori e a Giuseppe Maquignaz, che però resta vicensindaco. L'ex Giunta chiede a Camaschella di dimettersi e prepara una mozione di sfiducia. A scatenare tutto un presunto patto preelettorale.
Debora Camaschella
Politica

Una situazione che va avanti da almeno un anno, se non da quando, nel maggio dell'anno scorso, l'ex sindaco Domenico Chatillard aveva dato le sue dimissioni dal ruolo di assessore all'Agricoltura. Le divisioni nella maggioranza di Valtournenche sono emerse pubblicamente l'altro ieri, giovedì, in una riunione della sezione locale dell'Union Valdôtaine, per poi degenerare molto rapidamente in quella di maggioranza, convocata dal vicesindaco Giuseppe Maquignaz, ieri sera.

Stamattina la sindaca Deborah Camaschella ha ritirato le deleghe ai suoi assessori e allo stesso Maquignaz, che resta però vice. Quest'ultimo, sentito al telefono, fa sapere che una parte della maggioranza preparerà una mozione di sfiducia. Sono in sette a volere un passo indietro di Camaschella: oltre al vicesindaco e agli assessori Massimo Chatrian, Sara Perrucchione e Erik Windeler, ci sono i consiglieri di maggioranza Chatillard, Gianni Odisio e Marie-Sol Brunodet.

Dalla parte della sindaca restano il presidente del Consiglio Luca Ferrari e due consigliere: Elisa Cicco e Chantal Vuillermoz. “Io non mi dimetto – fa sapere la sindaca – solo due anni e mezzo fa abbiamo vinto lacerando un paese e oggi qualcuno vuole dividerlo ulteriormente”.

A Maquignaz e i suoi manca un voto per far passare la mozione di sfiducia: serve la maggioranza assoluta di otto consiglieri su quindici, per cui dovranno cercare una sponda dall'opposizione. Dal deposito del documento agli uffici comunali, ci sarà tempo trenta giorni per fissare un Consiglio comunale e discuterlo. Nel caso la sfiducia dovesse prevalere, Valtournenche tornerà al voto: forse a febbraio, assieme alle elezioni nazionali.

“Le Genti della Montagna insegnano che la parola data e la stretta di mano hanno valore e significato, tra persone leali – hanno scritto in una nota i membri della Giunta – e la negazione di un patto non scritto, stretto al momento di presentare la lista, tra quindici persone si commenta da sola”. Il vice e gli assessori sostengono infatti che ci fosse un accordo per le dimissioni della sindaca dopo due anni e mezzo, per candidarsi alle elezioni regionali.

“Io allora avevo semplicemente detto, per non prendere in giro nessuno, che se fossi stata candidata, cosa che viene decisa dalla sezione e non da me, non mi sarei tirata indietro – racconta Camaschella – poi però, vedendo come il paese si era diviso durante le elezioni, da più di un anno ho cominciato a dire in giro che forse era il caso di restare qui a fare la sindaca: da lì sono cominciati i problemi”.

Eventuali divergenze amministrative, se ci sono, restano in sottotraccia: qualche parola sull'entità di lavori da fare sul Cinéma des Guides. La Giunta pensava ad un intervento leggero di riqualificazione, mentre la sindaca rivendica il progetto scelto assieme, “con un incarico progettuale”, di un centro congressi, anche a sostegno degli alberghi della località.

“A livello personale la stima per la sindaca rimane e l'avvicendamento è l'ultimo dei problemi – assicura Maquignaz – ma con gli altri membri della Giunta non c'è più disponibilità a proseguire”. “Sono scioccata da questa totale mancanza di responsabilità e di incapacità di mettersi nei panni della gente che due anni fa ha scelto un sindaco – sostiene Camaschella – questa è una crisi, voluta, cercata e chiesta da un vicesindaco che vuole sostituirsi”.

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