Il doppio appuntamento con le urne a Courmayeur – l’11 novembre per l’elezione del sindaco e una settimana dopo per il referendum sul pirogassificatore – aveva provocato la reazione di Alpe che aveva denunciato un “raddoppio dei costi”.
E a distanza di qualche giorno è arrivata la risposta di Augusto Rollandin: “La decisione di convocare due tornate elettorali distinte è stata definita da qualcuno una “decisione che raddoppia i costi”. Sono queste affermazioni prive di fondamento”. Secondo il presidente della Regione, infatti, la legislazione regionale, come quella nazionale, disciplina soltanto l’accorpamento di Referendum nazionali e regionali e non anche l’accorpamento di consultazioni elettorali di diversa natura, quali sono un’elezione comunale e un Referendum. E questo è legato alle diverse modalità di svolgimento delle due consultazioni che prescrivono, ad esempio, una differenti modalità di composizione, anche numerica, dei seggi e differenti modalità di scrutinio.
“Questo non è certamente un aspetto secondario – prosegue Rollandin -. Il procedimento elettorale è disciplinato molto rigidamente, data la delicatezza della materia che esprime al massimo livello la sovranità popolare e ha quindi caratteristiche che devono garantire una tutela estrema della correttezza delle operazioni di voto e di scrutinio che rischierebbe altrimenti l’annullamento. La scelta di accorpare queste due tornate elettorali avrebbe quindi significato operare scelte procedimentali del tutto discrezionali e soprattutto non previste dalla legge”.