La parte più piccola dei 584 mila 826 euro che il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha concesso ai gruppi consiliari nel 2011 (circa il 7% del totale) è andata alla Fédération Autonomiste. Si tratta infatti del partito con meno rappresentanti in seno all’assemblea regionale: sono soltanto due, Claudio Lavoyer e Leonardo La Torre, e si sono “scambiati” i ruoli nell’ultimo anno. Lavoyer è il nuovo capogruppo, dopo la nomina di La Torre alla carica di assessore regionale alle Finanze, dopo le dimissioni del collega di partito e un interim affidato al Presidente della Regione.
Nel dettaglio, lo scorso anno il gruppo ha ricevuto la somma di 39.429 euro. Come sono stati spesi? La parte più grande, 18mila 600 euro, è stata impegnata per la redazione e la stampa di pubblicazioni o periodici editi a cura del gruppo. “Questi soldi coprono in parte la realizzazione, la stampa e la distribuzione de la Voix Autonomiste – spiega La Torre, che al tempo era capogruppo – che ospita alcune pagine sull’attività del gruppo e che in totale ci costa sui 40 mila euro l’anno”.
Appena più basse, 15 mila e rotti euro, le spese definite “di rappresentanza” e le “varie”. Dentro c’è un po’ di tutto, come spiega La Torre. “La cifra comprende così tante spese diverse tra loro che è difficile elencarle tutte: dalle spese autostradali alla benzina per andare a convegni e riunioni, dal traffico del cellulare alle cene in trasferta fino ai regali di Natale per il personale degli uffici del Consiglio: c’è chi per l’occasione ha acquistato bottiglie di vino, noi ad esempio lo scorso anno abbiamo scelto dei foulard”. Tirando le somme, per queste spese “generiche” i due consiglieri spendono circa 650 euro al mese. “Direi che è proprio il minimo indispensabile”, taglia corto La Torre.
Scendendo con le cifre, il gruppo ha speso poco più di 4mila euro per la partecipazione a convegni e manifestazioni, spendendone 1241 per organizzarne di propri. Infine, le spese minori: 408 euro per “spese postali e telegrafiche” e 107 euro per “spese diverse di amministrazione e bancarie”.
Giusto quindi rivedere la legge regionale sul funzionamento dei gruppi consiliari? “Pur nella convinzione di aver lavorato in maniera corretta – sostiene Lavoyer – riteniamo necessario intervenire, in particolare sulla trasparenza, anche alla luce degli eventi di questi ultimi giorni. Siamo per altro convinti che simili interventi debbano rimanere in capo alle autonomie regionali e che non debbano essere delle indiscriminate imposizioni dall’alto”.
