I sindaci dicono “no” alla manovrina regionale

L'assemblea del Cpel ha dato un parere negativo all'unanimità alla variazione di bilancio da 28 milioni di euro della Regione. Pochi fondi all'agricoltura e niente per il dissesto idrogeologico, le motivazioni.
L'assemblea dei sindaci del Celva
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Dai tempi troppo scarsi concessi per analizzare il documento, ai troppi pochi fondi stanziati all’agricoltura, passando dalla questione degli avanzi di amministrazione, da quella della rinuncia al contenzioso con Roma per 240 milioni di euro, fino alla mancanza di finanziamenti sulle leggi 5, 26 e 24 riguardo al dissesto idrogeologico: sono questi i temi per i quali il Cpel, l’assemblea dei sindaci valdostani, ha deciso all’unanimità di opporsi (un “no” non vincolante) all’ultima variazione di bilancio regionale, varata dalla Giunta Spelgatti.

«Abbiamo convocato lo stesso l’assemblea con grande urgenza soprattutto perché dentro questa variazione, ci sono alcuni elementi che hanno ricadute importanti su cittadini e categorie – ha spiegato il presidente Franco Manes, lamentando però i tempi stretti – in questa maniera garantiamo soprattutto agli agricoltori la possibilità di godere di finanziamenti».

Questi finanziamenti, però, non sarebbero sufficienti, secondo l’Assemblea dei primi cittadini: «Vengono rimessi 2,2 milioni di euro – afferma la responsabile in materie finanziarie del Cpel, Speranza Girod – ma la cifra complessiva corrisponde ad un meno 37 per cento rispetto al 2017: mancano ancora quasi un milione e mezzo di euro».

Va peggio, sempre secondo i sindaci, la situazione riguardo ai finanziamenti per opere contro il dissesto idrogeologico: «Anche i sindaci che si riconoscono in questa maggioranza hanno verificato la quasi nulla attenzione nei confronti degli Enti locali – sostiene Giulio Grosjacques – una variazione da 28 milioni avrebbe dovuto tenere conto delle problematiche del nostro territorio e qui stiamo semplicemente chiedendo di andare a finanziare opere che i Comuni hanno già progettato per situazioni che si sono già verificate, non osiamo neanche parlare di prevenzione».

Sullo stesso tema, sono intervenuti, molto critici, il sindaco di Bionaz Armando Chentre e quello di Oyace, Remo Domaine. «Ci sono emergenze e non hai i soldi e ogni volta che c’è uno smottamento vai lì e sposti solo via i sassi – ha detto il primo – non si può vivere così: la strada che va alla diga sono 9 chilometri e ogni stagione abbiamo una frana».

L’assemblea, che aveva sostenuto il ricorso alla Corte costituzionale, ha infine espresso «rammarico per la rinuncia al contenzioso da parte della Regione sui 240 milioni di euro», quelli, per intendersi, prelevati dallo Stato ai tempi del governo Monti per il ripianamento del debito pubblico. «Ce ne torneranno solo 123 in sette anni – spiega Girod – con il rischio che ce ne tolgano ancora altri».

Infine, riguardo al Documento di Economia e Finanza del Governo Conte che sblocca gli avanzi di amministrazione dei Comuni, i sindaci chiedono alla Regione «che le sanzioni previste per il mancato utilizzo degli avanzi non vengano applicate, annullando tutto ciò che riguarda la richiesta di spazi finanziari».

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