Politica di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 24 Maggio 2010 0:00

Il risultato della coalizione UV va “oltre le più rosee aspettative”.

Aosta - Oltre all'UV grande soddisfazione della Stella Alpina che cresce di ben 8 punti. Per il Pdl l'elettorato "ha capito e ci ha premiato come partito e come coalizione". Delusione invece nelle file del PD con Michele Monteleone che ammette la sconfitta.

Elezioni 2010 - Sala stampa

"Il nostro risultato va al di là delle più rosee aspettative". Ego Perron spazza via tutte le incertezze della vigilia, commentando un risultato che, per l'Union Valdôtaine ad Aosta, significa essere ancora il primo partito, nonostante una flessione di quasi due punti, e per la coalizione tra autonomisti e centro-destra si trasmorma in un trionfo, con un risultato di poco sotto al 60%. "L'UV non è stanca di lavorare per Aosta – prosegue il presidente del Leone – e la nostra proposta è stata condivisa, accettata e compresa dalla popolazione. La campagna 'contro' delle altre coalizioni, tutta basata sulla critica all'altrui programma, non ha premiato".

Una fotografia dei sorrisi a trentadue denti di tutti i presenti potrebbe meglio descrivere il risultato della Stella Alpina, che cresce di ben otto punti: "Se continuiamo così, dovremmo ribattezzare il movimento in 'baobab'", scherza Guido Cossard, verso la riconferma come consigliere. "La nostra soddisfazione è sotto gli occhi di tutti – commenta Rudi Marguerettaz, segretario del movimento – c'era una speranza di crescere, ma un'aumento dei voti così grande non se lo aspettava nessuno. Credo sia stata premiata la nostra coerenza politica e l'importanza alle politiche sociali e per la famiglia che portiamo avandi da anni". Per quanto riguarda gli equilibri di Giunta con l'UV? "Vorrei avere più spesso di queste gatte da pelare", chiosa Marguerettaz.

"La resistenza al cambiamento che ci aspettavamo nella popolazione – spiega il coordinatore locale del Popolo della Libertà, Giorgio Bongiornoha avuto una risposta estremamente positiva dall'elettorato, che ci ha premiato come partito e come coalizione". Il PdL e il centro-destra entrano per la prima volta in maggioranza ad Aosta: "Avremo come bussola il programma – chiude Bongiorno – e lavoreremo con le altre forze politiche per realizzare quanto ci siamo prefissati".

Sul fronte opposto, i volti più tirati sono quelli del Partito Democratico. "Abbiamo perso": Michele Monteleone, candidato sindaco per la coalizione PD – IdV, non ha mezze parole. "Il progetto politico che abbiamo portato avanti, molto concreto e realizzabile nei prossimi cinque anni, non è stato compreso dagli elettori. Siamo stati schiacciati dal duello che vedeva da una parte l'ALPE e la sinistra contro la coalizione di centro-destra. Il PD è ad un punto dal quale non potrà che crescere". Raimondo Donzel è più soft: "Siamo andati un po' in difficoltà ad Aosta, e si prospettano cinque anni di opposizione, per cercare di ripartire con una coalizione di governo che ci veda protagonisti".

Sul fronte ALPE, Carlo Curtaz è concreto: "Abbiamo colto il risultato che mi aspettavo – spiega il candidato sindaco della coalizione autonomista progressista – considerando che non c'è stato lo scatto d'orgoglio sperato da parte dell'elettorato. Dovremo lavorare bene, facendo un'opposizione incisiva con i nostri sei consiglieri". Carlo Perrin, coordinatore del "galletto", analizza il risultato politico: "Siamo il secondo partito nel capoluogo e dimostriamo che è possibile un'alternativa autonomista al blocco formato da UV e Stella Alpina. Dobbiamo lavorare per unire l'intero centro-sinistra".

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