Politica di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 19 Giugno 2018 17:38

In piazza per dire “basta”: dopotutto è febbraio…

Le donne scendono in piazza per dire "basta". Il PD prova a marchiarle di "sinistrosità", il Pdl stigmatizza l'iniziativa: loro non ci stanno. E in realtà nessuno ha capito nulla.

Un gruppetto di un trentina di donne, di diversa età ed estrazione sociale, si è radunato domenica in piazza Chanoux, ad Aosta, con cartelli dall’eloquente scritta “Sono donna e dico basta“. Qualcuno, a sinistra, ha colto la palla al balzo e ha messo la Bandierina Democratica (BD) sull’allegra brigata. “Erano in piazza contro Berlusconi“, ha pensato Raimondo Donzel, consigliere regionale e segretario valdostano del Partito Democratico, passando di lì – non si sa quanto – per caso. Non sia mai: su Facebook si è scatenata una gazzarra senza eguali.

Massimo Lattanzi, consigliere regionale del Popolo della Libertà, ha colto la palla al balzo per ricordare che il presidente del consiglio è legittimato dal voto popolare: “E provare a dirlo nelle urne“, questo famoso “basta”? Donzel non ci ha più visto. Non sia mai che si attacchino le donne democratiche. Anche se sono solo presunte tali. La discussione ha assunto toni apocalittici, tra leadership fasciste, Ruby Rubacuori e Medioevo delle idee. “Aspettate che i magistrati vi facciano il lavoro sporco, incapaci di fare una proposta decente“, ha rilanciato Lattanzi, nel miglior stile Libero. “Pensavo che i liberali fossero per il libero pensiero… Ma la libertà tornerà presto e sarà per tutti“, si faceva prendere la mano il Donzel delle Libertà.

Le donne in questione hanno alzato la testa, rimandando al mittente la Bandierina Democratica: “Non abbiamo parlato di dimissioni di nessuno ha chiuso la discussione una delle organizzatrici -, ognuna di noi al riguardo avrà una propria idea per cui chiedo al Signor Donzel di non fare il portavoce di persone che non conosce“. Qualcuna ha provato anche a smarcarsi: “Ho partecipato in quanto donna e basta, senza nessun intento o fervore politico”, si legge in un commento. Ah, ecco. Mi sembrava che non ci fosse niente di politico nel dire “basta” agli orribili abeti natalizi stilizzati del sindaco Giordano, che fanno bella mostra di sé ancora oggi sugli otto lampioni di piazza Chanoux, quando si avvicina a grandi passi la metà di febbraio.

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