Politica

Ultima modifica: 19 Giugno 2018 22:45

La riforma della “Buona scuola” approda in Valle con il sigillo del ministro Giannini

Aosta - Oggi, sabato 25 luglio, il ministro dell'Istruzione ha firmato il protocollo d'intesa con il presidente della Regione Augusto Rollandin. "La riforma ha un potenziale di arricchimento anche e soprattutto di realtà come quella valdostana".

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ad Aosta

Sarà il Consiglio Valle a decidere con una propria legge quali sono i tempi e le modalità per recepire la riforma della “Buona Scuola” recentemente approvata dal Parlamento. E’ quanto è stabilito dal protocollo d’intesa firmato oggi a Palazzo regionale fra il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e il presidente della Regione Augusto Rollandin.

“La legge della Buona scuola – ha detto il ministro Giannini – ha un potenziale di arricchimento anche e soprattutto di realtà come quella valdostana. Quello di oggi non è un esercizio stilistico fra istituzioni, ma è un impegno concreto prima della fine della pausa estiva per avere una griglia di lavoro comune e per dare piena attuazione alla riforma anche in Valle d’Aosta”.

Poi il ministro si è soffermato sulle tempistiche di assunzione dei docenti a livello nazionale e sui tempi di attuazione del protocollo regionale. “A livello nazionale abbiamo già stabilito un cronoprogramma molto serrato già per le assunzioni. Da settembre entrano in servizio i 12mila insegnanti sulle cattedre scoperte e riducendo il fenomeno delle supplenze a lungo termine e il secondo plafond di 50mila insegnanti di potenziamento a partire da novembre. Per quanto riguarda il protocollo con la Valle d’Aosta abbiamo stabilito una griglia di lavoro e credo che il Consiglio regionale valdostano procederà speditamente”.

Per il ministro Giannini sono due i punti peculiari dell’intesa raggiunta con la Valle d’Aosta: la formazione professionale e le competenze linguistiche. “Sono questi aspetti che danno il valore aggiunto rispetto alla vostra specificità e alla vostra tradizione. Mi aspetto che la Valle, come la provincia autonoma di Bolzano, sia l’avanguardia di un esercito di insegnanti e studenti capaci di trasformare la scuola italiana”.

“Per noi è importante – ha detto l’assessore all’Istruizone Emily Rini – che questa riforma si attui all’interno di una norma di. E’ una tappa fondamentale che sancisce l’unicità del nostro modello scolastico”.

“Il ministro Giannini – ha sottolineato il presidente della Regione Rollandin – ha rispettato la promessa fatta mesi fa e oggi è qui per concordare con la Regione l’attuazione della riforma della scuola”.

Erano presenti alla firma anche l’assessore alle Politiche del lavoro, Raimondo Donzel, e i parlamentari Albert Lanièce e Rudi Marguerettaz.

Il contenuto del protocollo

Il protocollo d’intesa fra il ministero e la Regione si articola in sei punti. In primo luogo viene stabilito che sia una legge regionale a dare attuazione alla riforma in materia di autonomia scolastica, ruolo del dirigente scolastico, modalità di assegnazione dei docenti, formazione degli insegnanti, valutazione del sistema scolastico e maggior legame con la formazione professionale. Il secondo punto impegna l’amministrazione regionale ad applicare le disposizioni statali sullo stato giuridico e sul trattamento economico del personale. L’articolo 3 mantiene il modello pedagogico delle scuole dell’infanzia valdostane in quanto funzionale all’alfabetizzazione bi-plurilingue precoce dei bambini. L’articolo successivo, invece, riguarda i curricoli della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado introducendo, progressivamente, l’insegnamento di una o più discipline in inglese.
Con il punto 5, viene previsto che le prove Invalsi siano integrate da una prova di conoscenza linguistica stabilita dalla Regione. L’ultimo punto, impegna l’amministrazione regionale e il ministero a raggiungere un’intesa sugli “Adattamenti dei programmi alle necessità locali” entro l’inizio dell’anno scolastico 2016/2017: la Regione dovrà individuare gli obiettivi formativi prioritari del proprio sistema scolastico in coerenza con gli obiettivi ministeriali.
 

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