La Valle cerca ‘disperatamente’ un seggio al Parlamento europeo

Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione per incidere sulla legge elettorale in discussione alla Camera. L'obiettivo è di abbassare lo sbarramento da 50mila a 25mila voti.
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Una risoluzione approvata all’unanimità per cercare nuove strade per dare alla Valle d’Aosta un Parlamentare europeo. L’assemblea legislativa regionale ha trovato oggi, mercoledì 22 ottobre, il più ampio consenso impegnando il presidente della Regione ad intervenire presso il Governo per “manifestare questa necessità”. E allo stesso tempo viene incaricata una delegazione della I commissione consiliare – allargata ai rappresentanti delle forze politiche e ai parlamentari valdostani – per “avanzare le preoccupazioni della comunità valdostana alla commissione Affari costituzionali della Camera” che sta discutendo il testo della riforma.

“E’ molto positiva questa convergenza – ha detto il consigliere del Popolo della Libertà e presidente della commissione Istituzioni e Autonomia, Alberto Zucchi – segno che quando ci sono importanti intenti comuni, si possono superare anche gli steccati ideologici”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Luciano Caveri, dell’Union Valdôtaine e relatore della risoluzione,  secondo cui “la condivisione di una volontà e di interessi superiori porta a buone collaborazioni”. “Il meccanismo di tutela delle minoranze – ha proseguito Caveri – andava bene per una minoranza grande (sbarramento di 50.000 voti) ma impossibile da raggiungere per la Valle d'Aosta”.

“Dare il collegio uninominale alla Valle d'Aosta – ha detto l’altro relatore, Roberto Louvin di Vallée d’Aoste Vive – rimane comunque l'obiettivo che andrà perseguito anche per il futuro e in questo senso andava la proposta del parlamentare valdostano, on. Nicco. Noi riteniamo che su questo si debba continuare a lottare”.

"Ma ci sarà bisogno dell'impegno di tutte le forze politiche – ha concluso il presidente della Regione, Augusto Rollandin – e in particolare del Popolo della Libertà perché la nostra proposta sia accolta dalla maggioranza del Parlamento".

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