Nessun voto contrario per il presidente Augusto Rollandin. Anche l’opposizione vota scheda bianca

Dopo un dibattito con toni anche duri, Pd, Pdl e Vda Vive/Renouveau hanno votato scheda bianca. Il nuovo esecutivo passa con i 23 voti della maggioranza.
Augusto Rollandin
Politica

Passa con il voto compatto della  maggioranza la deisignazione di Augusto Rollandin dopo poco più di tre ore di dibattito. Una discussione serrata che ha visto toni anche duri, ma Popolo della libertà, Partito democratico  e Vallée d’Aoste Vive/Renouvea Valdotain hanno votato scheda bianca. “Non sono deleghe in bianco” hanno dichiarato – quasi in coro – rispettivamente Enrico Tibaldi e Raimondo Donzel e Roberto Louvin. 23 voti favorevoli e 12 schede bianche per il presidente. Per la Giunta, invece, i voti favorevoli sono stati 23, 8 i no e 4 le schede bianche.

Fra i primi temi affrontati, la questione morale. proposta dal primo intervento, quello di Roberto Louvin, di Vallée d’Aoste Vive. “Sono stati 15 anni per la Valle molto travagliati dal punto di vista politico e giudiziario da cui riemerge un politico della fibra di Augusto Rollandin ha detto in aula – Il presidente candidato si è presentato con una nuova veste candida: oculatezza nelle spese, meritocrazia, attenzione all’ambiente. Vorremmo che non fossero pure declamazioni. Pochi proclami e molta concretezza sono nello stile di Rollandin, ma speriamo che questo non si traduca in un impoverimento della politica”.

Massimo Lattanzi, per il Popolo della Libertà si è buttato a capofitto sul programma, attaccando sulla  “pochezza dei contenuti”. “Sono quattro paginette – dice Lattanzi in aula -poche risposte sull’impresa, poche sul turismo. Nel complesso il programma è condivisibile, ma deve essere realizzato nella convinzione che il tempo delle feste, degli spechi, delle consulenze inutili è finito”.

Sulla proposta di Rollandin di attribuire alle opposizioni la guida di due commissioni consiliari (quella istituzioni e autonomia e quelli servizi sociali) si è espressa Carmela Fontana, del Partito democratico: “Prendiamo atto della disponibilità concreta. E’ un primo passo attorno a cui costruire una nuova prassi di lavoro per affrontare i temi come il problema della casa o lo stato sociale o il lavoro”.

Contestata sia dal centro destra che dal centrosinistra la scelta di istituire un ottavo assessorato, quello all’ambiente. “Già nel 1991 quando si dibatteva della creazione di un nuovo assessorato all’ambiente – ha detto, fra gli altri Albert Chatrian, di Renouveau valdotain – lo stesso Rollandin si era espresso contro. E se si vogliono ridurre i costi questa non è la strada giusta”.

“Per l’assessorato all’ambiente, ringrazio il ricordo di Chatrian – si è difeso Augusto Rollandin – ma i temi in 18 anni sono cambiati. Oggi è opportuno rispiegare le ragioni di questa scelta. Creare un assessorato in più significa avere un’attenzione ulteriore che non ha nulla a che vedere con la distribuzione degli incarichi. C’è anche la questione molto delicata dei piani regolatori che i singoli comuni devono preparare e che vanno semplificati”.

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