Nicco vota sì al ddl taglialeggi. Accolto l’emendamento che salva un decreto della Valle d’Aosta

Nella prima bozza, il ddl era andato ad abrogare il decreto legislativo 23 dicembre 1946, n. 532, recante Devoluzione alla Valle d'Aosta di alcuni servizi. Auspicio di Nicco perché si torni a parlare di revisioni costituzionali.
Roberto Nicco
Politica

Il deputato valdostano, Roberto Nicco, ha dato oggi voto positivo al decreto-legge 200, Misure urgenti in materia di semplificazione normativa.
Nell’intervento alla Camera, Nicco si è detto soddisfatto dell’accoglimento da parte del Governo, ringraziando il ministro Calderoli, di un emendamento che salvava dall’abrogazione il decreto legislativo 532 del 1946 relativo alle competenze devolute dallo Stato alla Regione, tra l'altro in materia di strade non statali ed altri lavori pubblici interessanti il territorio della Valle d'Aosta, il trasferimento delle attribuzioni spettanti alle Sovrintendenze alle Antichità e Belle Arti, nonché la soppressione di vari enti.

Come ricordato nell’intervento da Nicco tale decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato era stato inizialmente abrogato nella prima bozza del decreto taglialeggi senza un’intesa fra Stato e Regione da definire in seno alla Commissione paritetica cosi come prevederebbe invece l’articolo 48-bis dello Statuto speciale.  Ad intervenire per un ripristino della norma erano stati nei giorni scorsi la Regione Valle d'Aosta ed il Consiglio della Valle.

Il deputato valdostano ha poi auspicato che a questi interventi di semplificazione e riduzione dello stock legislativo ne possano seguire altri “a partire dalla redazione di testi unici, alla riduzione della proliferazione legislativa, ad una profonda revisione nelle modalità di redazione dei testi normativi, troppo spesso farraginosi e contorti.”

Ulteriore auspicio del deputato valdostano è stato infine che venga ripresa la discussione sulla revisione dell'ordinamento costituzionale, “a partire dalla diversificazione delle funzioni di Camera e Senato, con un Senato delle Regioni, che rappresenterebbe la vera chiave di volta di un sistema più razionale ed efficiente, adeguato a quella che è la realtà dell'Italia di oggi.“

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