Nuova maggioranza, Tsipras e Possibile Vda: “Elettori sono stati traditi”

"Nel giro di tre anni quegli stessi elettori hanno invece dovuto assistere ad un teatrino della politica avvilente e misero che neppure un ambizioso quanto improbabile programma di coalizione può in alcun modo ricompensare".
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"Un altro pezzo di quelle forze politiche che si presentavano all’elettorato come alternative al sistema, si aggiunge alla maggioranza che quel sistema rappresenta e perpetua, tradendo ancora una volta la fiducia delle valdostane e dei valdostani che chiedevano attraverso le urne un coraggioso cambio di rotta". Così in una nota i portavoce de L’Altra Valle d’Aosta commentano l’ingresso in maggioranza di Uvp.

"Nel giro di tre anni quegli stessi elettori hanno invece dovuto assistere ad un teatrino della politica avvilente e misero che neppure un ambizioso quanto improbabile programma di coalizione (27 punti da realizzare nei prossimi due anni, così denso che nn basterebbero due legislature) può in alcun modo ricompensare.  – si legge ancora nella nota – Non è peregrino pensare che l’interesse vero sia cambiare lo statuto, consentire il terzo mandato a Rollandin, ridurre il numero di consiglieri per diminuire la rappresentanza". 

Carola Carpinello e Andrea Padovani sottolineano, quindi, l’esigenza di "costruire un’altra Valle d’Aosta che abbia al centro delle scelte politiche il lavoro per tutte e tutti, l’ambiente e il riassetto del territorio, il turismo e quindi anche il trasporto pubblico su rotaia, il welfare e la democrazia, la partecipazione delle persone al governo del territorio. Questo si può fare soltanto cambiando l’attuale maggioranza".

A commentare le vicende di ieri del Consiglio regionale è anche Possibile Vda. "Uno scarto di 229 voti ha evitato, nel 2013, il ballottaggio tra lo status-quo ed una prospettiva almeno di parziale alternativa" ricorda in una nota il movimento. "Il cambio verso, anzi versante, siamo pur sempre in montagna, di due delle tre forze della nostra coalizione e un tradimento, un tradimento nei nostri confronti, ma prima ancora un tradimento nei confronti dei loro elettori. Un tradimento che mette in dubbio la ragione d’essere stessa della democrazia rappresentativa. Un tradimento che alimenta l’astensionismo elettorale e l’insofferenza sempre più forte è diffusa verso le istituzioni democratiche".

E sul programma della nuova maggioranza, si legge ancora nella nota "è così generico e indeterminato nella sua universalità da poter essere sottoscritto da chiunque, dovrebbe fungere da velo per giustificare il trasformismo becero di questi giorni". 

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