Mentre all’orizzonte si intravede una nuova frattura all’interno dell’Uv, spunta fuori il manifesto “Orgueil Valdôtain. Omo Su de Tera!”, redatto da un gruppo di imprenditori, amministratori e cittadini per ricomporre “tutte le sensibilità unioniste-autonomiste, federaliste, cristiane e progressiste”.
“L’avevamo preparato e definito durante le feste” spiega il portavoce Osvaldo Chabod “poi con le accelerazioni degli ultimi giorni abbiamo deciso di diffonderlo. Il nostro è un appello per dire: smettetela di bisticciare, proviamo a ricostruire e rimettere insieme il mondo autonomista. Sono da cinque anni che si parla di riunificazione, vediamo delle accelerate improvvise e poi delle decelerate a seconda di quanto succede a Palazzo”.
Obiettivo del manifesto è di dar vita non a “un nuovo movimento, ma un movimento nuovo“. “Vogliamo rimettere insieme quello che si è disgregato – prosegue Chabod – per me poi, da unionista, il cappello di questo progetto federato dovrà essere continuare a essere l’Uv”.
Il manifesto sarà presentato e diffuso durante la prossima Fiera di Sant’Orso.
“La fase politica attuale, in Valle d’Aosta, è caratterizzata da una grande divisione delle forze autonomiste, federaliste, cristiane e progressiste, che implica un immobilismo amministrativo. Una fase contraddistinta dall’assenza di un progetto politico autonomista e federalista, di una capacità a cercare delle soluzioni comuni oltre che a studiare i dossier più urgenti, in modo concreto e immediato. Questo ci impedisce di esercitare completamente le nostre competenze statutarie, di definire le nostre priorità e di risolvere i problemi della comunità, proponendo soluzioni efficaci e durature, con uno sguardo sul futuro che, oggi, purtroppo manca”.
Tra i problemi della politica valdostana, i promotori del manifesto, mettono “la crisi dei movimenti e dei partiti politici, che si sono trasformati in comitati elettorali, utilizzati solamente per il mantenimento o la conquista del potere e che non rispondono a nessuno o quasi.” L’Uv viene accusata di aver “perso la sua capacità di attrazione” e i suoi organismi “la loro rappresentatività”, ma anche gli altri movimenti autonomisti “sono in grande difficoltà”.
Per questo, secondo i promotori del Manifesto, “bisogna intervenire al più presto”, attraverso la costituzione di un “gruppo di azione autonomista e federalista” che nella primavera prossima convochi “una assemblea popolare per realizzare il progetto di ricomposizione dell’area unionista-autonomista”.