Il dibattito e le battaglie a favore o contro il pirogassificatore sembravano definitivamente accantonate con l’esito del referendum propositivo del 18 novembre scorso. Ma la notizia di ieri sull’impugnazione, da parte del Consiglio dei Ministri, della legge regionale con cui si vieta l’utilizzo di sistemi di trattamento a caldo dei rifiuti in Valle d’Aosta, ha riacceso gli animi e la verve delle associazioni, dei movimenti e dei comitati che si sono spesi contro la costruzione del pirogassificatore.
Una pioggia di reazioni per affermare che la volontà popolare non va toccata e per spingere la Regione, che per ora non si esprime, ad opporsi all’impugnazione. Vallevirtuosa sottolinea come “i valdostani hanno deciso che la gestione dei propri rifiuti deve avvenire senza inceneritori”. “Non abbiamo dunque ragioni per essere preoccupati – si legge ancora in una nota dell’associazione – poiché, comunque vada, la strada che la Valle d’Aosta dovrà percorrere è già tracciata dalla volontà popolare e siamo sicuri che gli amministratori che usciranno dalle prossime elezioni la faranno propria”.
A tirare in ballo le prossime consultazioni elettorali è anche l’Arci che chiede candidati alle politiche “di impegnarsi, se eletti, a cancellare questo sfregio alla democrazia e all’autonomia locale” e a inserire un impegno chiaro nei programmi elettorali. “Nel caso dei candidati Guichardaz e Morelli – sottolinea ancora l’Arci – serve l’inserimento nell’accordo con Bersani di una clausola che preveda la rinuncia al ricorso, da parte del nuovo Governo”.
Legambiente con la sua presidente Alessandra Piccioni si dice sconcertata ma ribadisce “anche ammesso che una legge regionale non possa vietare l’utilizzo di impianti di trattamento a caldo, nessuno può obbligarci di fatto a costruirli e impiegarli”.
Molto più silenziosa su questo tema la politica, impegnata nella chiusura delle candidature al parlamento. Chi interviene , nel suo blog, è Luciano Caveri che parla di “ fase storico-politica all’apice del centralismo” e sostiene la necessità da parte del Governo regionale di resistere di fronte alla Corte. “E’ un suo dovere farlo, a difesa delle nostre prerogative statutarie, scrive Caveri, e della volontà popolare e questo prescinde ormai da schieramenti e posizioni sul referendum”.
“Abbiamo sostenuto il sì nel referendum – dichiarano Morelli e Guichardaz – e, se saremo eletti, il nostro impegno come forza di Governo sarà difendere l’autonomia della Valle d’Aosta rispetto a chi, oggi al potere nella nostra regione, la tradisce contro la volontà della maggioranza degli elettori valdostani, che hanno chiaramente detto no al trattamento a caldo dei rifiuti’.
Di segno contrario invece il commento di Massimo Lattanzi, capogruppo regionale del Pdl. “Premesso che quando un Governo nazionale impugna una legge regionale ha questi sempre torto, tuttavia la decisione del Consiglio dei ministri conferma le perplessita’ che io avevo sollevato nella Commissione speciale sulla gestione dei rifiuti’.

