Pirogassificatore, la Regione ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato

Sulla questione ieri è intervenuta anche l'associazione Valle Virtuosa, che dopo aver attentamente letto e valutato la sentenza del TAR esprime "sgomento e indignazione per un fatto gravissimo".
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Politica

Il Governo regionale ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di annullamento della delibera di revoca delle procedura di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. La difesa della Regione è affidata agli avvocati Gianni Maria Saracco, dello studio legale Finocchiaro Formentin Saracco, e Francesco Saverio Marini, dello studio legale
Marini Corea. Per la copertura delle spese la Regione ha impegnato 33 mila tra il 2015 e il 2016.

Sulla questione ieri è intervenuta anche l’associazione Valle Virtuosa, che dopo aver attentamente letto e valutato la sentenza del TAR esprime "sgomento e indignazione per un fatto gravissimo". Nel particolare, l’associazione fa riferimento al testo della sentenza e al passagio in cui si legge: "La parte ricorrente, cioè l’ATI che si era aggiudicata l’appalto, ha depositato due consulenze tecniche di parte, la cui produzione è stata contestata dalla Regione, poiché effettuate da tecnico che ha collaborato alla redazione del Piano regionale dei Rifiuti”.

In sintesi, secondo Valle Virtuosa, "un tecnico, una società, pagati dalla Regione per redigere il nuovo piano dei rifiuti, ha redatto, ovviamente dietro compenso, una CTP (consulenza tecnica di parte) a favore delle società che volevano costruire il Piro.
Una consulenza di parte, lo dice la parola stessa, mira a evidenziare che l’unico modo per gestire i rifiuti è bruciarli. Se a farlo è chi ha scritto pochi mesi prima che la Regione deve tendere a Rifiuti Zero, che si possono gestire i rifiuti molto meglio senza camini, le cose non tornano".

"L’etica professionale – continua Valle Virtuosa – e anche il conflitto di interessi, dovrebbero essere temi cardine per ogni professionista; avvocato, ingegnere, architetto o consulente che sia. La CTP è stata depositata nel corso del processo e la Regione è quindi a conoscenza di questo fatto da ormai molti mesi e nessuno ha fatto e detto niente. È inaccettabile che quel tecnico possa ancora scrivere anche una sola riga del piano, e che venga pagato dalla Regione, ovvero come al solito con i soldi nostri".
 

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