E’ iniziato all’insegna della serenità e della condivisione il consiglio comunale di ieri a Courmayeur. La prima decisione, presa in modo unanime, riguardava l’attribuzione della cittadinanza onoraria a Walter Bonatti. La figura dell’alpinista di Bergamo ha messo d’accordo tutti, maggioranza e minoranza. L’assemblea ha poi approvato il rendiconto dell’esercizio finanziario del 2009. L’avanzo è di 1 milione 544 mila euro. Il patto di stabilità è stato rispettato e il comune – ha spiegato il revisore dei conti – ha ancora un bonus di 16 mila euro.
Il rendiconto ha visto il voto contrario del gruppo di minoranza Noi@Corumayeur, guidato da Raffaella Roveyaz. “L’avanzo ci sembra piuttosto alto”, ha detto la Roveyaz. Massimo Sottile, capogruppo di maggioranza, ha voluto liberare il campo dalle voci che parlano di spaccatura all’interno della maggioranza: “Mostriamo soddisfazione per questo rendiconto. Ancora una volta abbiamo attuato il programma, mostrando coraggio e lungimiranza, lavorando in piena sintonia anche grazie alla capacità della Giunta di fare squadra”.
La discussione si è poi spostata sul discorso della Mbe, la Mont Blanc Energie, la società idroelettrica al 51 per cento del Comune e al 49 della Cve. La vicenda sta infiammando il consiglio ormai da anni e, pare di capire, lo infiammerà ancora per decenni. “E’ tutto da rifare”, è questa la conclusione a cui si è arrivati. A mettere la parola fine ci ha pensato la Corte di Cassazione. Ma bisogna andare per gradi, perché la vicenda è intricata, ed è accompagnata da ricorsi e da atti poi ritenuti illegittimi. La Cassazione, in una sentenza dei primi di giugno ha confermato la sentenza che già era arrivata lo scorso anno dal Tribunale superiore delle acque. A fare l’atto illegittimo, in questo caso è stata la regione. Il nodo sta nelle subconcessioni per l’uso delle acque. Una società privata era stata esclusa dalla gara, ritenendo l’esclusione non giusta, ha fatto ricorso, e l’ha vinto. Quindi la Mbe non ha più le subconcessioni per l’uso delle acque delle dore della Val Veny e Ferret e quindi si è svuotata dal suo scopo sociale. La società deve essere liquidata, cosa che il consiglio ieri ha deliberato, con i voti contrari del gruppo di Roveyaz. Della questione si era già parlato nel consiglio di maggio. Allora si pensava che la sentenza della Cassazione fosse ancora lontana e il consiglio aveva deciso di estromettere la Cve dalla compagnia, socio scelto in modo “illegittimo”, senza regolare gara pubblica.
Era il 2005, primo cittadino era Romano Blua. La sentenza della Cassazione cambia tutto, Mbe viene liquidata così com’è, con Comune e Cve. “Penso che bisognerebbe far qualcosa – ha detto Raffaella Roveyaz – cercare di mantenere in piedi la Mbe, magari cambiando scopo sociale. Altrimenti rischiamo di perdere tutto quello che è stato fatto negli anni”. Di parere diverso la maggioranza, dice Derriard: “Quando e se le subconcessioni saranno rimesse in gara il Comune si muoverà, ma vogliamo farlo tagliando con il passato, in modo limpido e corretto. Di Mbe parleremo ancora molto, è una vera spada di Damocle che pende sulle nostre tempe. Pagheremo avvocati ancora per 10-15 anni. Dovremo pagare danni e altro”, insomma la telenovela continua.
