Tutte le Regioni devono fare sacrifici, nessuna esclusa. Lo ha ribadito ieri, venerdì 15 maggio, la Corte Costituzionale con la sentenza 82/2015 con cui ha bocciato i ricorsi presentati dalla Valle d’Aosta e dalla Sicilia nei confronti dei tagli previsti dal decreto Salva Italia del Governo Monti.
Il governo con questo decreto aveva imposto alle autonomie speciali un concorso alla finanza pubblica pari a 860 milioni annui più 60 milioni da parte dei comuni del loro territorio. Alla decisione si era opposte le regioni a Statuto speciale: alcune di esse erano poi arrivate ad accordi con il Governo lasciando cadere i rispettivi ricorsi.
Tra le contestazioni rimaste pendenti quelle della Valle d’Aosta il cui ricorso riguardava gli articoli del decreto che prevedevano di trattenere all’erario risorse sulle quali c’era già stato un accordo nel precedente decreto sul federalismo fiscale. Le decisioni del Gioverno Monti sono state ritenute lesivi dell’autonomia e delle prerogative della Regione.
La Corte ha però dato ragione allo Stato che si legge nella sentenza “ha legittimamente stabilito la misura del contributo richiesto alle autonomie speciali nell’adempimento della propria funzione di coordinamento della finanza pubblica e nell’esercizio della relativa competenza legislativa”.
Quanto all’accantonamento imposto nellìattesa degli accordi la Corte ribadisce che “rappresenta una misura solo transitoria, necessaria al fine di rendere immediatamente effettivo il concorso che le regioni speciali e le province autonome hanno il dovere di assicurare”.
