"Non abbiamo messo in atto questa procedura perché abbiamo incontrato delle difficoltà che ci hanno spinto ad abbandonare, ma perchè vogliamo riqualificare la nostra presenza sul territorio". Il direttore di Proges Giancarlo Anghinolfi ha ribadito così il senso della cessione del ramo d’azienda a Leone Rosso per i servizi agli anziani e a due asili nido di Aosta. Questa mattina, giovedì 12 luglio, il rappresentante della cooperativa di Parma è intervenuto in terza commissione consigliare – Servizi alla Persona, confrontandosi con i dubbi di una folta delegazione sindacale, composta da rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Savt.
I sindacati chiedono garanzie
"Vogliamo sapere qual è la capacità manageriale e quali sono le garanzie che la cooperativa subentrante, Leone Rosso, saprà dare ai sindacati, al Comune, ai cittadini e ai lavoratori", ha chiesto a più riprese Jean-Pierre Guichardaz, della Cgil-Fp. Se Proges, infatti, promette di mantenere la sua presenza, entrando nel cda della neonata cooperativa, per il sindacalista cambieranno molti riferimenti: "Il nostro interlocutore sarà Cesare Marques (presidente di Leone Rosso, ndr), su cui noi non abbiamo nessuna informazione, come non ne abbiamo sulla struttura interna dell’azienda". "Chi farà – continua Guichardaz – le buste paga? Chi gestirà il personale? Abbiamo fatto un percorso di negoziazione con Proges, ad esempio sull’aspetto che prevedeva che i lavoratori non fossero per forza soci, vogliamo sapere se saranno rispettati tutti gli impegni, più o meno formali, presi in questi tre anni".
Proges: "Leone Rosso sarà una delle cooperative sociali più grandi della Valle"
Anghinolfi, replicando, ne fa una questione di credibilità: "Le buste paghe cambieranno sì l’intestazione, ma saranno stampate dalla stessa stampante, quando si troverà a gestire i servizi Leone Rosso sarà una delle più grandi cooperative della Valle d’Aosta, gestirà 5-6 milioni di euro di fatturato e avrà le competenze tecniche per dare tutte le garanzie richieste". "Metto in gioco la mia immagine e quella dei miei 3 mila e 500 soci – continua Anghinolfi – tra breve questa operazione apparirà per quella che è, ovvero la cooperazione sociale che sta facendo un investimento economico sul territorio".
I sindacati: “non si può dar per scontato che tutti i lavoratori decidano di passare a Leone Rosso”
Guichardaz resta scettico: "A me stupisce sentirvi dire che ci sarete ancora voi a garantire – risponde al presidente della Proges – quando la struttura dirigenziale farà comunque riferimento a Leone Rosso". Secondo il sindacalista "i lavoratori temono questa cessione, non fanno salti di gioia sul cambiare titolare e non è garantito che tutti coloro che stanno in Proges decidano di passare dall’altra parte". La risposta di Anghinolfi è laconica e riferendosi alle riunioni con i sindacati delle scorse settimane afferma: "Siete talmente preoccupati da non aver richiesto neanche un altro incontro".
I dubbi e le critiche delle opposizioni in Consiglio comunale
Sul fronte politico, le opposizioni restano critiche. Fabio Platania si lancia in una metafora sportiva: "La scelta di cedere a Leone Rosso è come quella di giocare un campionato di serie A con giocatori di serie D". Mario Vietti è sarcastico: "Marques gestisce la Cittadella dei Giovani con qualche difficoltà, si spera che con gli anziani dimostri altre capacità". "Proges – continua Vietti – cede ma resta all’interno, la struttura resta la stessa, ma cambia il nome del titolare del contratto: questa operazione puzza e non non riesco a spiegarmi quale sia la sua politica".
Tensione tra l’Assessore Sorbara e Giuliana Ferrero del Pd
Anghinolfi resta saldo sulla stessa linea: "sapevo che ci potesse essere un’interpretazione di questo tipo, ma non si strumentalizzi, cessioni come queste sono meccanismi all’ordine del giorno, fatte per valorizzare territorialità e competenze". La tensione, però, resta alta, tanto che a seduta terminata l’assessore Marco Sorbara e l’ex assessore Giuliana Ferrero, ora all’opposizione, si sono confrontati duramente, accusandosi reciprocamente di interessi personali nella vicenda. Valerio Lancerotto e Platania hanno separato, infine, i due contendenti, con qualche fatica.

