“Perché continuiamo a pagare 83.000 euro per un presidio antincendio di un aeroporto di quinta categoria nonostante non lo sia?” In Consiglio Valle si torna a parlare dell’esternalizzazione del servizio antincendio dell’aeroporto Corrado Gex di Aosta, decisa dalla Giunta regionale nel 2024 per un periodo sperimentale di tre anni e per una spesa di 2,5 milioni di euro. Massimo Lattanzi di Fratelli d’Italia chiede quali verifiche siano state effettuate sulla corrispondenza tra il servizio pagato e quello effettivamente reso.
“L’obiettivo dell’esternalizzazione” – ricorda il Presidente della Regione, Renzo Testolin – è quello di innalzare la categoria antincendio garantendo una copertura fino alla sesta, durante il periodo di apertura dello scalo. Tale innalzamento è necessario per perseguire gli obiettivi indicati nel Defr 2021-2023, con il quale il Consiglio regionale ha voluto ridefinire il ruolo dell’aeroporto come centro per elisoccorso, protezione civile, trasporto turistico e sportivo, voli droni e commerciale. Il criterio di valutazione della buona riuscita del servizio, una volta terminata l’aerostazione, così come prospettato dall’Avda, sarà l’aumento del numero di voli e di passeggeri annui, non solo charter ma anche e soprattutto aviazione civile (aerei privati).”
Secondo Testolin l’utilizzo del Corpo regionale dei vigili del fuoco avrebbe comportato una spesa di oltre 3,7 milioni annui per ampliare il personale. Da qui la scelta dell’esternalizzazione “con costi a regime inferiori.”
“Attualmente l’aeroporto opera in seconda categoria fissa, con possibilità di innalzamento temporaneo, attualmente si sta lavorando alla qualificazione della ditta Falck, si è lavorato alla formazione attraverso un corso di 108 ore e si è proceduto all’ultimazione di procedure ministeriali, comodato dei mezzi e autorizzazioni Enac. – ha spiegato ancora il presidente – È stata inoltre completata la convenzione con il Ministero dell’interno per il supporto del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per la certificazione del servizio antincendi. La scelta di esternalizzare ad Aosta rappresenta un modello che potrà essere replicato in altri territori.”
