Servizio migranti e dormitorio, novità in arrivo

Il primo sostituisce di fatto il Centro Comunale Immigrati Extracomunitari e si occuperà "di monitoraggio, sostegno alla formazione, informazione e accoglienza dei migranti", mentre il secondo diventerà regionale con una nuova gestione attiva da marzo.
Marco Sorbara - Assessore servizi sociale del Comune di Aosta
Politica

Il Consiglio Comunale ha approvato questo pomeriggio il nuovo regolamento e la nuova convenzione per il Servizio Migranti, presentati in aula dall’Assessore alle Politiche sociali del Comune Marco Sorbara.

Il Servizio Migranti sostituisce di fatto il CCIE (Centro Comunale Immigrati Extracomunitari): “Il nuovo servizio – spiega l’Assessore Sorbara – cambierà non solo nome ma soprattutto connotazione occupandosi del monitoraggio, il sostegno alla formazione, informazione e l’accoglienza dei migranti. Il servizio si occuperà in pratica di quelle persone che arrivano in Valle già fornite di permesso di soggiorno, come ad esempio le badanti, quindi quasi sempre in regola, mentre quelli non in regola passano automaticamente prima dal dormitorio, nel quale vengono presi in carica la prima settimana dagli assistenti sociali. Il Servizio Migranti è insomma un servizio che va oltre la prima necessità”.

Dormitorio che non verrà chiuso ma diventerà di competenza della Regione che aprirà un bando entro fine febbraio, di modo che il 1 marzo il centro possa essere operativo con la nuova gestione e senza pause. Gestione che non sarà basata sul solo sul volontariato, ma coinvolgerà anche la Caritas: “La nuova gestione – prosegue Sorbara – che mira a razionalizzare i costi (si passa dai 140mila euro attuali ad un bando aperto da 60mila) fornendo anche un servizio di colazione, pranzo e forse anche cena”.

La struttura rimarrà la stessa almeno per tutto il 2013 e passerà in comodato d’uso gratuito dal Comune alla Regione, per trasformarsi ufficialmente nel nuovo Centro per le Famiglie.

“I posti attuali – conclude l’assessore – sono quattordici più uno, per una sola donna. La volontà è quella di adibire una nuova sede per la struttura che, vista anche la maggioranza marocchina di utenti, possa garantire almeno 4 posti e servizi sanitari dedicati esclusivamente all’utenza femminile”. 

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