Sfiducia a Marguerettaz, la mozione di Alpe e PD non passa. Ma in aula si scaldano i toni

Il testo è stato respinto con 26 contrari, 8 favorevoli, e un astenuto. Al centro di tutto, la causa civile intentata da Roberto Trentaz, ex ad del Casinò, che ha accusato Marguerettaz di aver ‘spinto’ le sue dimissioni nel 2003.
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Come previsto, la mozione di sfiducia presentata da Alpe e PD in Consiglio regionale contro Aurelio Marguerettaz non passa, ma il dibattito scalda l’aula e regala qualche scambio di battute piuttosto salaci fra maggioranza e opposizione.

L’oggetto del contendere

Al centro di tutto c’è la causa civile intentata da Roberto Trentaz, ex amministratore delegato della Casinò spa, che ha chiamato in causa personalmente Marguerettaz per aver ‘spinto’ le sue dimissioni nel 2003. All’epoca Marguerettaz era assessore alle Finanze.

La richiesta dell’opposizione

“Siamo di fronte a una situazione paradossale e abnorme di conflitto di interessi” denuncia Roberto Louvin oggi, mercoledì 6 aprile, durante i lavori del Consiglio Valle. “La causa civile parla di 100 lettere inviate in tre mesi, della trasmissione di 1200 pagine di documenti e di una serie di pressioni indebite nei confronti dell’amministrazione della società e di intromissione anche nelle relazioni sindacali. Si parla di pressioni sui componenti del cda per indurre le dimissioni. Si descrive Marguerettaz come il “Deus ex machina” della Relazione Bo sulla gestione straordinaria” afferma Louvin.

“Chiediamo a Marguerettaz di farsi da parte – dice Raimondo Donzel, del PD – di risolvere questa questione e in caso di assoluzione di tornare a fare l’assessore”.

 

I battibecchi fra destra e sinistra…

Insomma, per l’opposizione non ci si può fare scudo con l’amministrazione regionale in una causa in cui si viene citati personalmente. “Nel 2003 – dice Carmela Fontana, del PD – Marguerettaz fece di tutto per portare alle dimissioni il cda, riuscendoci il 10 dicembre del 2003. Un’azione che non aveva il consenso di tutta la Giunta regionale al tempo sostenuta da Uv e DS”.

Un’affermazione, che offre sul piatto d’argento a Massimo Lattanzi, capogruppo del PdL, una stoccata: “Ma dove eravate quando accadevano queste cose? Al tempo i Ds esprimevano un assessore in Giunta e dov’era Louvin? Non ricopriva forse incarichi importanti nella maggioranza? Qui siamo di fronte a una rimozione della memoria, fate come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo”.

…e i battibecchi fra Rollandin e Louvin

“Fa pensare come mai dopo sette anni uno svolga un’azione di questo tipo – risponde il presidente della Regione, Augusto Rollandin -. Nel 2004 un accordo ha chiuso l’attività dell’allora amministratore delegato Trantaz con l’erogazione di 934 mila euro per rinunciare a ogni ulteriore pretesa. Una risoluzione consensuale piuttosto dettagliata che comprendeva l’uso del telefonino e il posto auto per la sua Jaguar. E oggi ci troviamo a discutere una mozione di sfiducia sette anni dopo dei fatti che hanno avuto una logica conclusione con quell’accordo.

Poi si rivolge al capogruppo di Alpe: “Louvin se la canta e se la suona: è consigliere, sarà testimone nel processo e fa parte dello studio a cui appartiene l’avvocato Scipioni che difende Trentaz. E che è, vuole fare tutto lui? Questa mozione non ha nulla di concreto e non c’è un solo punto che abbia qualcosa a che fare con l’attuale carica dell’assessore Marguerettaz”.

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