Era il 24 marzo 1976 quando Gianni Coda, insieme alla moglie Barbara Fortuna Graziella, apriva in Via Lys n.11 “L’Arca Consulenza Assicurativa”. Divenuta nel tempo un punto di riferimento nel mondo del brokeraggio assicurativo, oggi la società festeggia cinquant’anni di attività, restando fedele allo spirito delle origini: “Sono ancora vincolato a vecchi principi: onestà, lealtà e sincerità.” – dice il fondatore e legale rappresentante Gianni Coda. Anche il nome scelto non è un caso, ma custodisce una piccola visione diventata realtà. “L’Arca? Si chiama così perché speravo che galleggiasse, come l’arca di Noé.”
Da quell’intuizione fortuita, è nata una storia lunga mezzo secolo fatta di lavoro, passione e relazioni costruite nel tempo, che negli anni ha coinvolto anche i figli Corrado e Claudio. Dal 1989, l’attività si è trasferita negli uffici di via Gran San Bernardo, dove ancora oggi si coltivano impegno, dedizione e amicizie consolidate. “È stata un’idea tuttora attuale, che spero continui. Ho avuto la fortuna e l’ispirazione di scegliere un mestiere che ancora adesso faccio volentieri e che lascerò con la fine del 2026” – aggiunge Coda.
Dall’aria alla montagna: l’Arca tra elicotteri e impianti a fune
La storia de L’Arca corre parallela a quella della Valle d’Aosta, segnata negli anni da grandi trasformazioni economiche e infrastrutturali. Cogliendo le esigenze del mondo aereo e sciistico anche grazie al rapporto con imprenditori come Giuliano Follioley e Pietro Savoretti, Coda è stato il primo assicuratore della regione a specializzarsi nella responsabilità civile per il settore aeronautico e degli impianti di risalita.
Un interesse che Coda ha trasmesso anche al figlio Corrado, oggi Resposabile delle assicurazioni ed esperto nel Ramo Aeronautico: “Mi sono appassionato a questo settore perché mio papà mi portava con sé dai clienti che gestivano elicotteri e jet: mi sono sempre avvicinato a quei mezzi cercando di capirne la bellezza, ma soprattutto la complessità.” – racconta. Una sfida che L’Arca affronta ogni giorno con un approccio sartoriale: studiare, analizzare e calibrare ogni dettaglio per offrire al cliente il miglior equilibrio tra condizioni, prezzo della polizza, economicità e gestione del contratto.
Il broker che mette al centro il cliente
Questa dedizione tecnica ha saputo evolversi nel tempo senza mai perdere il contatto umano. Dagli anni Settanta ad oggi, l’innovazione tecnologica è stata adottata dalla società come un supporto necessario e mai come un sostituto del lavoro delle persone. Se già agli inizi l’azienda si era dotata di un programma interno per la gestione dei portafogli, l’arrivo di computer e telefax negli anni ’90 ha permesso di rispondere in tempo reale ad una clientela in costante crescita.
Questa apertura al progresso non ha però cambiato l’identità dell’azienda: L’Arca non è mai stata una semplice agenzia, ma un broker che costruisce polizze su misura, modellate sulle esigenze dei clienti. “Vediamo il cliente dal vivo, strutturiamo un piano e cerchiamo di realizzare la polizza il più aderente possibile alle sue necessità.” – spiega Corrado. Il rapporto umano resta il vero cuore dell’attività: ogni decisione ed ogni contratto sono costruiti sul dialogo e sulla conoscenza diretta. Essere presenti, per la società, significa garantire sicurezza e assistenza personalizzate, facendo della qualità del servizio il vero valore aggiunto.
Ricordi, amicizie e compagnia
La dedizione di Gianni Coda verso il cliente trova il suo specchio nel modo in cui ha sempre vissuto il rapporto con i propri collaboratori. Ascoltando chi lavora con lui, emerge il ritratto di un uomo generoso, accogliente e molto presente, ma anche di un leader che ha sempre creduto negli altri. “Uno dei suoi grandi pregi è sempre stato quello di lasciarci estrema libertà d’azione: pur assumendosi in prima persona ogni responsabilità, ci ha permesso di lavorare con autonomia.”- ha detto la responsabile amministrativa Biancarosa Quarello.
Tra pranzi e cene insieme, feste natalizie in ufficio, sorprese organizzate tra colleghi e molti momenti di amicizia, uno degli episodi più ricordati dal suo staff è quello legato all’alluvione che ha colpito la Valle d’Aosta del 2000. “Quando sono arrivata la strada era diventata un fiume. Ho intravisto Coda ed eravamo bloccati, non sapevamo cosa fare. Il cortile si era trasformato in una piscina. Gianni, senza esitare, si è tolto i pantaloni ha cercato di entrare all’interno: si è buttato nell’acqua per provare a salvare il salvabile.” – racconta Quarello. Un episodio che restituisce bene il suo modo di vivere il lavoro: con responsabilità, presenza ed una forte attenzione per la sua azienda e per le persone che ne fanno parte. Un affetto ricambiato dallo stesso Coda: “Loro sono come la mia famiglia, so di poter contare su di loro in qualsiasi momento. Non è merito mio aver creato il gruppo: è il gruppo che si è creato da solo.” – ha detto.


