Sei Comuni e tre fondazioni pronti ad accogliere gli studenti sospesi

I "lavori socialmente utili" in caso di sospensione sono stati introdotti dalla riforma Valditara, che da quest’anno ha previsto nuove regole sul voto in condotta e sulle sanzioni disciplinari.
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Gli studenti che incorreranno in una sospensione superiore ai tre giorni dovranno svolgere attività di cittadinanza attiva e solidale. In Valle d’Aosta ad accoglierli potrebbero essere i comuni di Charvensod, Gressan, Saint-Vincent, Donnas, Verrès e Pont-Saint-Martin, oltre alla cooperativa Indaco, alla Fondazione Ollignan e alla Fondazione Institut Agricole.

Sono questi gli enti che hanno risposto all’avviso lanciato nelle scorse settimane dalla Sovrintendenza agli studi. Nessuna associazione di volontariato si è fatta avanti, probabilmente – spiega la Sovrintendente Marina Fey – a causa dei requisiti richiesti, che comportano un aggravio di adempimenti per le realtà più piccole.

I “lavori socialmente utili” in caso di sospensione sono stati introdotti dalla riforma Valditara, che da quest’anno ha previsto nuove regole sul voto in condotta e sulle sanzioni disciplinari. Se fino a oggi l’allontanamento da scuola veniva vissuto da alcuni studenti come una sorta di “vacanza” forzata, con le nuove regole lo studente dovrà impegnarsi a favore della scuola o della  scolastica o della comunità.

Per le sospensioni di durata inferiore o uguale a due giorni non è previsto l’allontanamento da scuola. Lo studente sarà coinvolto in attività scolastiche specifiche: approfondimenti sui comportamenti che hanno determinato la sanzione; produzione di un elaborato critico o riflessivo; partecipazione attiva alle lezioni e alla vita della classe, sotto la supervisione dei docenti.

Se la sospensione supera i due giorni, scattano invece le attività di cittadinanza attiva e solidale. Lo studente dovrà svolgerle presso enti del terzo settore, Rsa o servizi sociali. La durata sarà proporzionale alla gravità della sanzione.

Le scuole dovranno ora formalizzare le convenzioni con gli enti che hanno risposto all’avviso della Sovrintendenza. Gli accordi disciplineranno il percorso formativo personalizzato, i tempi, le modalità di svolgimento, il contesto operativo, i limiti dell’attività e le figure di riferimento. Durante lo svolgimento delle attività, l’obbligo di vigilanza sugli studenti sarà in capo alle strutture ospitanti, che dovranno comunicare tempestivamente eventuali assenze alle istituzioni scolastiche.

Il comportamento torna ad avere un peso determinante anche ai fini della promozione, soprattutto alle superiori. Il 5 in condotta comporta la non ammissione all’anno successivo o all’Esame di Stato. Chi, invece, ottiene un 6 in condotta dovrà colmare una sorta di “debito formativo” in Educazione civica: lo studente sarà rimandato a settembre e dovrà presentare un elaborato critico sui temi della cittadinanza attiva e solidale.

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