Al via il progetto Labeau: laboratori per disabili di panificazione e riciclo di abiti

L'iniziativa, promossa dal Consorzio Trait d'Union e finanziata dall'Assessorato regionale alla Sanità, offre alle persone disabili o con disagio mentale un'opportunità per "mettersi alla prova" e sperimentare le proprie capacità.
Società

Le persone disabili o con disagio mentale della Valle d’Aosta hanno da oggi un’opportunità in più per "mettersi alla prova" e sperimentare le proprie capacità lavorative. Ad offrirla è il Progetto Labeau che si articola in due laboratori occupazionali, uno legato al riuso e al riciclo degli abiti usati, l’altro alla panificazione. 

Promosso dal Consorzio Trait d’Union, il progetto è gestito operativamente da due cooperative sociali, l’Esprit à L’Envers e l’Enaip. Nella sua prima fase viene finanziato dall’Assessorato regionale Sanità, Salute e Politiche sociali in base alla legge regionale 14 del 18 aprile 2008 in materia di disabilità. Tutti i soggetti coinvolti si sono ritrovati oggi, nella sede del Trait d’Union, per presentare l’iniziativa alla stampa e avviarne la promozione. 

All’interno dei due laboratori occupazionali i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare le loro capacità in attività utili e con un alto valore economico. Da una parte dovranno proseguire, ancora per tutto il 2014, l’attività di produzione di dolci e pane per il ristorante sociale “Mensa Aurora” di Aosta. Dall’altra saranno impegnati in un laboratorio di riuso e riciclo di abiti usati. Un circolo virtuoso che vuole coniugare l’attenzione agli aspetti ecologici del riutilizzo e l’assunzione di stili di vita sostenibili con i processi d’inclusione sociale.

"Chiediamo alle persone e ai cittadini è di venire a donarci i loro abiti usati. Adesso presso la sede della cooperativa L’esprit à l’Envers in via Monte Pasubio 25.  I vestiti donati verranno così smistati e selezionati e poi saranno lavati ed igienizzati e stirati presso la lavanderia del carcere gestita dalla cooperativa sociale Mont Fallère in modo che possano essere rivenduti" ha spiegato Flavia Tartaglione, referente della cooperativa Esprit à l’Enver. 

"Questa attività di recupero e selezione, portata avanti dalle persone disabili, prevede anche una piccola retribuzione ed è quindi, per loro, anche fonte di soddisfazione personal – ha spiegato l’Assessore Antonio Fosson – e questa è una logica che noi abbiamo sempre condiviso e che pensiamo comunque di aumentare e di stimolare in questi anni".  

Regione e cooperazione sociale hanno poi sottolineato  come le attività di ‘Labeau’ escano dalla logica del"semplice impegno del tempo delle persone con disabilità. "Si tratta di vere e proprie opportunità di formazione che puntano a prodotti di standard elevato perché devono essere venduti" hanno più volte sottolineato Roberto Presciani, presidente del Trait d’Union e Antonio Fosson,  che permetteranno “a persone sino ad oggi in difficoltà di inserirsi nel tessuto socio economico locale e di aumentare notevolmente la propria autostima".

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