Apparecchi elettrici, la VdA differenzia più delle altre regioni

Con una media di 7,4 kg per abitante la Valle, nel 2011, si piazza al primo posto per la raccolta dei Rifiuti Raee, con distacco rilevante sia dalla seconda Regione, il Trentino sia la media nazionale ferma a 4,29 kg raccolti pro capite.
Fabrizio Longoni
Società

Con una media di 7,4 kg per abitante la Valle d’Aosta, nel 2011, si piazza al primo posto per la raccolta dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, i cosiddetti Raee, ovvero i grandi elettrodomestici come le lavatrici e le lavastoviglie, i frigoriferi e climatizzatori, i piccoli apparecchi elettronici tra cui i cellulari i televisori e le lampadine, con un distacco rilevante sia dalla seconda Regione, il Trentino Alto Adige, sia la media nazionale ferma a 4,29 kg raccolti pro capite.

L’incremento per la Valle d’Aosta è notevole: più 66 per cento poiché si passa dagli oltre 571 mila Kg del 2010 ai 950 mila del 2011. “E’ un traguardo raggiunto anche grazie al capillare lavoro degli enti locali che si occupano della raccolta attraverso i 15 centri distribuiti sul territorio – ha spiegato l’Assessore all’Ambiente Manuela Zublena durante la presentazione del dossier 2011 dedicato a questa tipologia di rifiuti – che ha una notevole valenza ambientale perché sottrae questi rifiuti alla indifferenziazione”.

Sono 16, con Aosta, i comuni che hanno almeno un centro di raccolta attivo. “I comuni sono soddisfatti del servizio che rendono alla collettività e della crescente sensibilità che dimostrano i cittadini su questo tema e sulla necessità di conferire in modo corretto questi rifiuti” ha dichiarato Ennio Subet, sindaco di Charvensod e intervenuto in rappresentanza del Consorzio degli enti locali, che ha sottolineato il problema dei furti a cui questi centri sono sottoposti per recuperare alcune materie prime.

I dati, contenuti nel dossier 2011 sono stati illustrati dal direttore del Centro di Coordinamento RAEE Fabrizio Longoni. “La sfida lanciata lo scorso anno alla Valle d’Aosta è stata non solo raccolta, ma anche raggiunta, un risultato che si spiega anche con l’investimento in comunicazione fatto dall’amministrazione”. Per Longoni è anche importante spiegare cosa accede quando questi rifiuti elettrici non vengono differenziati: "oltre al danno ambientale, ci priviamo di materiali che possono essere riutilizzati".

Tra le curiosità emerse: la crescita della raccolta nel raggruppamento dei televisori per via della massiccia sostituzione dei vecchi televisori a tubo catodico con quelli digitali e la necessità di migliorare ancora nel settore delle lampadine e dei piccoli elettrodomestici che, dice Zublena “ancora troppo spesso vengono gettati nella spazzatura indifferenziata”.

 

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