Un sogno nato cinque anni fa che passo dopo passo si sta realizzando quello di Cristian Moroni, il primo a percorrere il perimetro dell’Italia in sella alla sua cavalla Furia. Il trentottenne romano è partito lo scorso 24 maggio da Roccasecca dei Volsci, al confine con la Ciociaria, spinto da un desiderio di fuga dalla monotonia quotidiana. “Una sera, stanchi del solito percorso in montagna, ci siamo detti davanti a un tramonto che ci saremmo regalati un viaggio. La prima pianificazione mi veniva a costare più di 100.000 euro, cifra che non mi sarei mai potuto permettere, ma non ci siamo lasciati scoraggiare e abbiamo deciso di partire comunque contando su pochi risparmi, finiti al quindicesimo giorno di viaggio, e soprattutto sull’ospitalità di chi avremmo incontrato nel viaggio”, spiega Cristian.
I primi giorni non sono stati facili, a partire dal momento della partenza e del saluto a sua madre e agli altri animali con cui viveva, ma, superate le prime centinaia di chilometri di collaudo e le prime emozioni, Cristian e Furia sono ormai “un binomio perfetto”, pronto ad arrivare “anche fino al polo Nord”. A passo lento, privilegiando l’asfalto sicuro ai terreni più impervi, la coppia ha risalito il litorale di Lazio, Toscana e Liguria, soggiornando poi al Forte di Fenestrelle e passando in Francia per il colle del Moncenisio. Dalla val d’Isère, i due sono poi giunti attraverso il colle del Piccolo San Bernardo in Valle d’Aosta, dove Cristian aveva programmato una tappa importante fin dall’inizio del viaggio. “Nel 2005, la notte prima della scomparsa di papa Giovanni Paolo II, ho fatto un sogno in cui camminavo abbracciato a lui”, spiega Cristian. “Da quell’episodio, se devo pregare qualcuno mi rivolgo sempre a lui e gli ho fatto un ritratto che avevo intenzione di portare al santuario di Les Combes. Così, me lo sono fatto spedire e ho fatto una tappa apposita per compiere questo gesto a cui tenevo particolarmente”.
Un viaggio faticoso ma gratificante quello che giorno dopo giorno portano avanti Cristian e Furia, che per ora hanno riscontrato tanta solidarietà e compagnia nelle persone che incontrano in cammino. Con una media che va dai 20 ai 40 chilometri al giorno, il bisogno di riposare a fine giornata spinge Cristian a cercare riparo in ranch e agriturismi che trova su google maps. “Quando trovo un recinto sicuro per Furia posso dormire sonni tranquilli in tenda, altrimenti le attacco una campana al collo. Riprendiamo il cammino solo quando vedo che lei è riposata, tanto non abbiamo fretta. Le persone entrano subito in sintonia con noi quando spiego loro cosa stiamo facendo, ci danno qualcosa da mangiare e capiscono lo spirito del nostro viaggio, soprattutto se sono amanti degli animali. Mi mancano già tutte le persone che ho incontrato finora”.
Mentre il trambusto della civiltà continua imperterrito, Cristian e Furia procedono in un itinerario dal sapore ancestrale, che vuole riprendere i ritmi lenti e appassionati di una volta. “Vogliamo goderci ogni metro e ogni paesaggio di questo bellissimo nostro Paese, in cui è impossibile classificare i posti che si visitano. Sto davvero sentendo la purezza, la sensazione di appartenere a una grande famiglia ed altre emozioni che nella mia vita di prima non avrei mai provato”, confessa Cristian, che ad ogni comune in cui arriva aggiunge un timbro nel suo diario di bordo.
Tante sono le destinazioni che ha in mente, senza però seguire un programma serrato. L’unica data certa è quella del 7 novembre, quando sarà ospite della 123a Fieracavalli di Verona. Dopo aver lasciato Jovençan questa mattina, ora invece sta percorrendo la ciclabile di Aosta diretto verso Fénis, dove sarà ospite di un agriturismo. Sul futuro non si fa troppe domande, anche perché non ha fretta di tornare alla vita di prima, che lo vedeva impegnato come autista per bambini autistici e attore: “stavo studiando per diventare attore a tempo pieno ma forse quello resterà un altro sogno nel cassetto, chissà”. Al suo rientro Cristian vuole continuare a viaggiare e pianificherà il giro di Sicilia, Corsica e Sardegna. Intanto però continua ad andare avanti fino a chiudere il cerchio tra un anno o un anno e mezzo, insieme alla sua Furia che, ascoltando la storia di questo incredibile viaggio, è impossibile non associare al cavallo del West, “che va più forte di un jet / Quando fa il pieno di fieno, se no non sta in piè”.