Ieri Aosta ha aperto le porte al suo primo Capodanno Cinese. In Plus, tra lanterne, ideogrammi e tanti accessori di colore rosso portafortuna per l’anno nuovo, persone di tutte le età si sono immerse nei simboli, negli usi e nelle tradizioni della festività vivendola in prima persona grazie a tre laboratori creativi che hanno registrato il tutto esaurito. Calligrafia con Lin Pin ‘An, ritagli di carta con Zheng Xinyan e l’antica cerimonia del tè guidata da Valeria Incoletti. “È un’idea che coltivavamo da tempo. Lavoriamo da quattro anni per promuovere la lingua e la cultura cinese sul territorio e volevamo creare un momento aperto a tutti, per far conoscere il nostro Capodanno agli abitanti locali.” – ha detto Wanping Tian, Presidente del Centro di Media e cultura cinese di Aosta. In Valle d’Aosta la comunità cinese conta 228 residenti: per loro, il Capodanno è la festa più importante dell’anno, il momento simbolico che segna un nuovo inizio e che racchiude tradizioni e rituali tramandati nei secoli.
L’anno del Cavallo di Fuoco: energia e nuovi inizi
Secondo il calendario cinese, lo zodiaco è un ciclo di dodici anni, ognuno associato a un animale e a un elemento: il 2026 è l’anno del Cavallo di Fuoco, che nel 2026 prende ufficialmente il via martedì 17 febbraio. “Il cavallo è un simbolo molto positivo, legato all’energia e alla ripartenza. Il fuoco rappresenta un nuovo inizio: non importa ciò che è accaduto prima, perché ora si ricomincia” – ha raccontato Wanping Tian. Per celebrarlo, i partecipanti hanno scritto ideogrammi augurali con pennello e inchiostro, tra cui “andrà tutto bene” o frasi personali da portare a casa come segno di buon auspicio. Con carta e forbici, hanno dato forma a simboli tradizionali come la doppia felicità e il fiore di prugno, che sboccia in inverno resistendo al freddo e incarna forza e coraggio nell’affrontare il nuovo anno. Durante la cerimonia del tè, Valeria Incoletti, valdostana laureata in cinese e con un periodo di vita a Pechino alle spalle, ha spiegato come in Cina essere maestri del tè sia una vera professione. A differenza della più rigida cerimonia giapponese, quella cinese è conviviale e attraversata dalla conversazione: le persone si sono così riunite attorno a una piccola teiera, piccole tazzine e più infusioni per cogliere le sfumature del gusto del tè oolong rougui di alta montagna.

Simboli, musica e tradizioni
In serata, sul palco di Plus sono stati presentati i dodici animali dello zodiaco cinese e il significato del Capodanno, che per la tradizione segna il vero inizio dell’anno: per celebrarlo, durante la vigilia si preparano i ravioli, simbolo di ricchezza e fortuna. La dimensione più spettacolare e simbolica della festa ha visto le esibizioni del coro dei bambini dell’Associazione Italiana di Sport Outdoor per Giovani Cinesi d’Oltremare, un duetto vocale augurale e la celebre “Danza del Leone”, che ha simbolicamente aperto l’anno del Cavallo di Fuoco.
