ConfCommercio: “Non si combatte la ludopatia tassando o limitando i pubblici esercizi”

“Confidiamo che il Consiglio Valle e la Regione – spiega Pierantonio Genestrone, presidente di Confcommercio VdA, in una nota - tengano in considerazione le ragioni delle imprese, che non sono dettate da ragioni corporative ma da logiche di buon senso".
Società

“Un problema come quello della ludopatia non può essere contrastato esclusivamente con meccanismi sanzionatori, per di più a carico solo delle imprese che per tale attività già adempiono agli obblighi fiscali e che sono quella più facilmente raggiungibili e controllabili, mentre ci sono fenomeni, molto più invasivi ma più sfuggenti, che viaggiano in rete al di fuori di qualsiasi tracciatura, o addirittura attraverso i giochi illeciti, come le bische o le scommesse clandestine in mano alla malavita organizzata”. E’ questa la posizione di Confcommercio VdA, dell’Associazione STS-FIT (Federazione Italiana Tabaccaio) e dei Pubblici Esercizi in merito alla proposta di legge sulla ludopatia, discussa in Commissione consiliare con i rappresentanti delle associazioni.

“Confidiamo che la Commissione, il Consiglio Valle e la Regione – spiega Pierantonio Genestrone, presidente di Confcommercio VdA, in una nota – tengano in considerazione le ragioni delle imprese, che non sono dettate da ragioni corporative, ma da logiche di buon senso e di giustizia sociale. Non è possibile illudere la gente che si combatte la ludopatia tassando o limitando i pubblici esercizi. Lo Stato deve rinunciare alla tentazione di fare cassa e riconoscere, con onestà, che un fenomeno come la ludopatia lo si affronta con la serietà e quindi con strumenti socio-sanitari”.

Inoltre la delegazione ha evidenziato “l’opportunità di attendere che il Governo emani i decreti attuativi della legge delega fiscale che normerà a livello nazionale gran parte dei contenuti della proposta di legge in discussione”. In ogni caso, secondo ConfCommercio Vda “ogni decisione deve tenere conto che in Valle d’Aosta, sono interessate oltre 1200 aziende con più di 3000 dipendenti e al momento non risultano casi di inadempienza alle leggi vigenti: è necessario limitare i regolamenti vigenti che alimentano il gioco illegale e i giochi online, gestiti principalmente da società straniere, non controllati e accessibili anche da minorenni”. 

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