Curare il raffreddore e le patologie invernali imparando dalle piante

E' possibile curare le patologie da raffreddamento più comuni come otiti, faringotonsilliti e sinusiti ricorrenti a prevalente comparsa invernale con nuovi metodi e con l'uso clinico di estratti vegetali? L'articolo prova a rispondere a questa domanda.
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Negli ultimi 15 anni abbiamo verificato come l’impiego di preparati, fatti a partire da gemme di alcune specie vegetali, si siano dimostrati particolarmente utili nel rinforzare l’organismo e prevenire frequenti ricadute di episodi otitici, faringitici ed anche sinusitici nell’età pediatrica e nella terza età, riducendo così l’impiego,quando non l’abuso, di farmaci di protocollo nel bimbo e nell’anziano, che rappresentando le fasce estreme del ciclo biologico, sono più esposte a situazioni sintomatiche.

Tra le specie vegetali che hanno dimostrato maggior efficacia in questo ambito vanno annoverate gli aghiformi vale a dire abete, pino e larice, quest’ultimo l’unico a perdere le foglie.

La forma ad ago delle foglie rappresenta una strategia naturale messa in atto da queste specie proprio per ottimizzare la capacità di utilizzare l’energia fornita dal sole, riducendo contemporaneamente i problemi causati dal vegetare in un ambiente freddo e con poche ore di sole, come sono le aree di crescita di queste conifere. La loro capacità di ottenere il massimo in ambiente ostile li rende pieni di energia e sostanze utili per organismi funzionalmente carenti in certe fasi della vita.

La causa che si cela dietro a frequenti ricadute di episodi tonsillari, otitici, bronchitici, così spesso trattati senza successo con le terapie antibiotiche ed antiinfiammatorie, va ricercata in momenti di debolezza interna, che propone ricadute “cronometricamente” regolari ogni 3-4 settimane, senza che nessuno tenga conto di questa strana regolarità.

Il massimo della efficacia da queste piante si ricava dalle gemme che vengono raccolte a marzo per il larice e 1-2 mesi più tardi per il pino e l’abete, nel momento in cui le piante “spingono” coi loro getti per allungare i loro giovani rami approfittando dei primi caldi e delle giornate che si allungano dopo il lungo e freddo inverno.

Queste gemme vengono lasciate macerare per almeno 3 mesi in una miscela composta da acqua alcol e glicerina dopodiché si procede a pressatura e filtrazione per ottenere la sostanza madre, che costituisce la base da cui poi, per diluizioni successive, si ottiene il prodotto finale pronto per essere immesso sul mercato.

La posologia di questi preparati,la cui azione è rapida, contrariamente a quanto comunemente ritenuto è di 20-25 gocce 2 volte al giorno e i primi effetti possono vedersi anche dopo 4-5 giorni con benefiche evoluzioni su catarri e situazioni di stanchezza e debolezza.

Dott. Pier Paolo Pilotti
Medico Chirurgo

Per questo articolo si ringrazia la Società Dual Sanitaly divisione omeopatia Homeopharm.

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