Società

Ultima modifica: 20 Agosto 2019 10:46

Da Aosta a Londra in 9 giorni pedalando nel segno del Greundzo

Aosta - Da Aosta fino a Londra, una delle grandi metropoli dove la bicicletta è usata ogni giorno da milioni di persone, in 9 giorni. L'avventura del valdostano all'insegna di un turismo ecosostenibile, attraversando l'Europa da Sud a Nord.

Maurizio Rial londraMaurizio Rial londra

Mille chilometri tondi tondi. A piedi 202 ore di cammino, in aereo poco meno di 2 ore. In bici un viaggio che Maurizio Rial definisce “folle”, ma che ribadisce una volta di più come la mobilità sostenibile sia un punto fondamentale di svolta nelle coscienze dei nuovi turisti e nel modo di viaggiare.

Da Aosta, capoluogo di una regione a forte vocazione turistica, ma che è ancora molto impreparata sull’accoglienza dei cicloturisti e sui percorsi sicuri e adatti, fino a Londra, una delle grandi metropoli dove la bicicletta è usata ogni giorno da milioni di persone in 9 giorni: “Ho due amici a Londra che volevo andare a salutare – racconta Maurizio -, ma soprattutto ho intrapreso questo viaggio perché cercavo qualcosa di folle per mettere davvero alla prova le mie doti di ciclista e campeggiatore. Poi durante lo studio del progetto mi è nata l’idea di cercare di fare il viaggio anche per promuovere i viaggi green e a impatto zero e cercare di sensibilizzare la gente a spostarsi in questo modo, cosa che all’estero ho potuto notare che già è la norma, ho visto famiglie intere con bimbi tutti in bici. Ovviamente io per dimostrare questo ho portato la cosa all’estremo, ma si può fare un viaggio molto bello anche facendo una quarantina di km al giorno spostandosi e dormendo in albergo”.

La preparazione fisica e mentale di Maurizio  passa attraverso lo studio del tragitto e la scelta dei percorsi più sicuri e organizzati. Attraversare l’Europa per arrivare fino alla capitale britannica è sicuramente elettrizzante, ma è un’avventura che va pianificata: “Per quanto riguarda la preparazione del viaggio fino a Parigi mi sono prima informato sulle strade, poi mi sono affidato a un navigatore Garmin dedicato alla bicicletta, che quindi predilige strade poco trafficate e si affida alle esperienze e alle tracce degli altri ciclisti. Mentre per quanto riguarda la tratta Parigi-Londra, avevo sentito parlare dell’Avenue Verte, una ciclabile che parte da Notre Dame e arriva al Big Ben, ho così di usarla per ultimare il mio viaggio”.
La preparazione fisica di Rial è fatta di gite in sella alla sua bici che solitamente si mantengono intorno ai 200km a fine settimana, sicuramente per mantenere una buona manciata di km nelle gambe e per allenare i polmoni e la testa.

Si fa un gran parlare di mobilità green e sostenibile, questa filosofia non prevede solo lo spostamento più ecologico possibile, ma anche un modo di pensare che permetta di staccare la spina dal mondo tecnologico che ci circonda e che condiziona sempre di più il nostro modo di vivere, consumare e pensare: “È in questo viaggio che mi sono realmente innamorato del cicloturismo inteso non solo come viaggiare in bici, ma anche come un vivere all’aperto, dormendo in tenda, e arrangiandosi con fornelli ad alcol e pentolini minimal, il tutto lasciando molto da parte tecnologia, smartphone e altri supporti hi-tech. Direi che quindi, in parte, è stato un viaggio a impatto zero“.

Il viaggio, raccontato sulla pagina Instagram di Rial, è stato documentato dalle varie foto delle tappe e dai commenti del valdostano che la sera prima della partenza raccontava così la sua prima tappa: “…e niente, siamo arrivati alla notte prima del mio grande viaggio. Mesi di allenamento, serate passate a studiare itinerari e attrezzatura, ora ci siamo. Partenza da Aosta direzione Losanna e poi ancora più su. Ringrazio di cuore Enrico Massetto per aver creduto nel mio progetto sponsorizzandomi. Porterò la maglia del GREUNDZO oltremanica“. L’avventura del valdostano verso Londra è poi proseguita tra peripezie, campeggi che si sono rivelati essere privati, un po’ di sporcizia e degrado e anche il navigatore che decide di smettere di funzionare, ma nulla toglie il sorriso a Morris che continua a pedalare verso la sua meta. Le foto mostrano bellissimi campi, monumenti storici della Svizzera Romanda, fino ad arrivare all’iconica Tour Eiffel che svetta alle spalle del giovane, di pari passo il volto di Maurizio cambia e qualche espressione un po’ da Greundzo si disegna anche sul suo volto.

Maurizio è andato fino a Londra portando con sé un po’ di Valle d’Aosta, nello specifico uno dei personaggi che negli ultimi anni hanno contribuito a creare un immaginario della regione: il Greundzo ideato da Enrico Massetto. Ad annunciare l’arrivo di “Morris” è infatti la pagina Facebook della mascotte imbronciata, che recita: “..nonostante la pioggia non è neanche tanto greundzo!”.
Maurizio spiega che la partnership col Greundzo è nata grazie al suo maestro di scultura, Simone Allione, il quale ha parlato a Enrico della sua avventura e ha deciso di dargli alcune magliette perché arrivassero oltre la Manica: “Purtroppo è stata una cosa organizzata a soli 7 giorni dalla partenza, quindi abbastanza di fretta, magari il prossimo anno andrà meglio”.

La storia d’amore tra Maurizio e il cicloturismo inizia 5 anni fa, con alcuni amici, sulla tratta Ivrea – Finale Ligure, che la compagnia percorre per raggiungere la meta turistica; pochi anni dopo la storia si ripete e da Ivrea si spingono fino a Gallipoli. L’anno scorso il cicloturista aostano decide di andare fino in Corsica e parte in solitaria, un’altra esperienza che consolida notevolmente la sua passione e la sua nuova  visione di turismo. Visione che comprende anche la Valle d’Aosta, nonostante Maurizio, grazie alle sue esperienze, vede molto bene i limiti della nostra regione in questo campo: “In valle il problema è che la strada è solo una e non si può far tanto diversamente, soprattutto se teniamo conto delle valli laterali. Nella valle centrale è già presente una bella ciclabile, che da Chatillon arriva fin quasi ad Aymavilles, questa è una bellissima infrastruttura che però si potrebbe pubblicizzare di più, anche affiancandole un itinerario con tappe in hotel convenzionati”.

Sicuramente ci sarà un’altra cicloavventura nel futuro di Rial, sempre più convinto che la bicicletta sia una delle soluzioni per un turismo rispettoso e sostenibile. Anche in Valle d’Aosta.

 

 

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